Autonomia differenziata in Emilia Romagna, la scuola dice no

di redazione
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Le prossime elezioni amministrative in Emilia Romagna si giocheranno anche sul terreno dell’autonomia differenziata per la scuola.

I sindacati Cisl, Uil, Cobas, Gilda, Sgb e il comitato Scuola e Costituzione hanno lanciato un messaggio chiaro al governatore Stefano Bonaccini: “C’è un alto rischio di astensionismo tra il personale scolastico, se si andrà avanti con l’autonomia anche in ambito scolastico“.

Secondo quanto risulta al Corriere.it, è stata lanciata una petizione su change.org nelle scuole da parte dei sindacati che hanno chiamato a raccolta tutto il personale scolastico, dai docenti agli Ata. Già da mesi sono in corso di organizzazione assemblee e riunioni per informare il personale sugli effetti nelle scuole della autonomia differenziata.

Ora serve — dicono tutti i sindacati — un momento di confronto pubblico su un tema così delicato e importante che finora è passato completamente sotto silenzio. In vista delle Regionali, vogliamo mettere a un tavolo tutti i capolista e chiedere cosa ne pensano dell’autonomia regionale differenziata almeno nell’ambito scolastico“.

I sindacati mettono l’accento sul fatto che in molti casi non si conoscono fino in fondo tutti gli aspetti della regionalizzazione e ribadiscono il principio che la scuola debba rimanere un punto di unità nazionale.

Il processo di regionalizzazione della scuola era stato un punto all’ordine del giorno durante il governo gialloverde. A richiederlo fortemente erano Lombardia, Veneto e – appunto – Emilia Romagna. Il processo si era poi arrestato per il problema della scuola e delle risorse. Con il cambio di Governo, l’argomento sembrava uscito dall’agenda politica quotidiana, ma non dalle prospettive di vorrebbe vederlo realizzato.

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