Autonomia Campania, De Luca: fondi per i ritardi della scuola del Sud

di redazione
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“La Costituzione ha detto tutto: autonomia anche spinta, ma sulla base di un principio di solidarietà nazionale. Che si realizza creando un fondo di perequazione che aiuti il Sud a recuperare i ritardi”.

Lo afferma, parlando con l’ANSA, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca.

L’istituzione del fondo, secondo De Luca, si dovrà basare su “nuovi criteri di rigore: chi riceve aiuti dallo Stato e non riesce a essere corretto amministrativamente va buttato fuori, senza confondere questo con la rottura dell’unità nazionale”.

Il governatore ribadisce di essere favorevole all’autonomia, purché si parta “dalla difesa piena dell’unità nazionale e della Costituzione: due grandi campi come la scuola e la sanità devono avere un carattere nazionale. Non possiamo avere scuole regionali o sanità regionali”. Parlando del suo partito, il Pd, De Luca sostiene che il lavoro avviato da Zingaretti sta andando “nella direzione giusta”.

“Ma – aggiunge – c’è ancora molto da fare sui temi della sicurezza e del lavoro. Sulla sicurezza vedo tra noi molti imbarazzi e reticenze, e invece dobbiamo parlar chiaro. Quelli della solidarietà e dell’accoglienza sono valori irrinunciabili, ma non si può aprire la porta dell’Italia a chiunque voglia venire nel nostro paese. Inoltre, non si può ignorare che ci sono realtà urbane nelle quale si determinano problemi per la sicurezza dei cittadini”.

Sul versante del lavoro il governatore sostiene che “bisogna elaborare un piano per i giovani del Sud. La Campania è partita da sola, con un piano per 10.000 posti di lavoro. Ma deve diventare un obiettivo nazionale”.

Parlando dei presunti finanziamenti russi alla Lega, De Luca afferma: “Non credo che i risultati delle forze politiche siano legati a queste cose, ma è un dovere di tutti fare chiarezza. Ci sono partiti che a volte hanno dei boom elettorali, e che hanno un rapporto molto equivoco con i social. Io sono perché sia chiarita la provenienza delle forme di finanziamento e delle risorse con le quali si garantisce una presenza ossessiva sui social. Allo stesso modo, è bene che i bilanci o le attività costruite sulla rete siano portati a un livello di assoluta trasparenza. La rete non garantisce nessuna trasparenza”.

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