Autonomia differenziata, Calderoli: “Campania e Puglia contrastano la regionalizzazione, ma la loro è una scelta ideologica.”

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”A giorni incontrerò tutti i governatori per dire loro che io metterò a disposizione il ministero e le mie competenze per trovare le soluzioni giuste per ognuno”.

Lo dice il ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie, Roberto Calderoli, in un’intervista a ‘Libero’.

“Ad esempio ho già dato mandato ai tecnici di fare uno studio sulle maggiori risorse che una regione potrebbe ricavare in base alle singole materie concorrenti. Credo sia una cosa che vada a vantaggio di tutti. Poi, è vero, ci sono anche Puglia e Campania che contrastano il percorso dell’autonomia, ma la loro, mi sento dire, è una posizione puramente ideologica. Toccherà ai due governatori, una volta che i cittadini toccheranno con mano i benefici di questo processo, spiegare perché non l’hanno voluto attuare”. 

”So bene che ci sono governatori di regioni del Sud che contrastano la riforma, ma capiranno presto che conviene a tutto il Paese andare avanti – aggiunge – I numeri della Lega? Quello che conta è riuscire a realizzare i nostri progetti”.

”Parliamo di una modifica costituzionale del 2001 fatta dal centrosinistra e disattesa per quasi 22 anni. Io mi sono messo in testa di attuarla”, dice. Intendo procedere ”in maniera spedita”, spiega. ”Innanzitutto ho già trasmesso alla conferenza delle Regioni il testo che vorrei portare in Consiglio dei Ministri, che è assolutamente modificabile – sottolinea – Dopo che me lo avranno restituito, farò lo stesso con Comuni e Province. Voglio coinvolgere tutti i livelli. Solo così si arriverà a una soluzione condivisa e attuabile. In contemporanea, già questa settimana, incontrerò tutti i partiti”.

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La proposta di legge, si specifica, non significa che una Regione potrà modificare il programma didattico o svolgere attività di insegnamento, che rimane riservata allo Stato. Ciò su cui l’autonomia potrà incidere è l’organizzazione. L’obiettivo a cui mirano le Regioni è iniziare un anno scolastico con i docenti assegnati alle classi fin dal primo giorno. Non è in discussione l’autonomia delle scuole nel fissare i programmi, né i concorsi per le assunzioni. I livelli essenziali di prestazione saranno fissati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

BOZZA LEGGE [PDF]

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