Aumento stipendio: i docenti vogliono i fatti, non promesse elettorali. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – Quando si avvicinano le elezioni tutti i partiti fanno mille promesse e, purtroppo, dobbiamo constatare che le promesse il più delle volte non vengono mantenute o vengono mantenute a metà.

Sulla scuola in tempo di elezioni si iniziano “a sparare” le balle più grosse tanto possiamo parlare una vera e propria orgia elettorale e della scuola schiacciata. Si proprio così perché tutta la politica si serve della scuola solo come serbatoio di voti.

E così è stato per il PD, ai tempi della “Buona Scuola” è così è anche ora che al Governo del Paese c’è il M5S e la Lega.

Insomma quando si avvicinano le elezioni ci si ricorda della scuola: si incominciano a promettere assunzioni a tutta birra, si stilano programmi elettorali mirabolanti, si ingannano i docenti con qualche spiccolo in più in attesa del rinnovo del contratto che sembra non arrivare mai, si promette, in poche parole “la luna nel pozzo” ben consapevoli che la situazione economica dell’Italia è drammatica e che siamo in recessione tecnica e lo saremo per molto tempo.

E, tra qualche mese, l’orgia elettorale si rimette in moto per le elezioni europee ed amministrative e in nome dell’Europa si riprende il solito e stonato ritornello di tutti i partiti politici che promettono sulla scuola, o meglio sulla carne viva dei docenti, più sicurezza scolastica, stipendi più alti da paragonare a quelli dei docenti europei sapendo, tuttavia che la situazione economica del nostro Paese non cambierà nei prossimi anni.

È finito il tempo delle parole vuote, del tanti bla bla blaterati a sinistra, a destra: i docenti vogliono ora solo i fatti, i fatti e solo i fatti!

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