Aumento stipendio docenti e ATA: quanto e da quando. Azzolina partirebbe dai maestri

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In Italia gli insegnanti hanno bisogno di una significativa anzianità di servizio per raggiungere aumenti salariali modesti: gli stipendi possono aumentare di circa il 50% solo dopo 35 anni di servizio. Per contro, in Irlanda, Paesi Bassi e Polonia, gli stipendi tabellari iniziali dei docenti possono addirittura aumentare di oltre il 60% già nei primi quindici anni di servizio, e ancor di più negli anni successivi.

A certificare quello che gli addetti ai lavori conoscono come un dato di fatto è la rete Eurydice in occasione dell’ultima Giornata mondiale degli insegnanti festeggiata lo scorso 5 ottobre.

Aumento stipendio docenti e ATA: quanto?

Il Ministro Azzolina, come già altri suoi predecessori, si esprime a favore di un adeguamento degli stipendi dei docenti italiani a quelli europei

“Vorrei adeguare i salari dei docenti a quelli europei, a partire dai maestri. ” ha affermato in una recente intervista

La Legge di Bilancio 2021, predisposta dal governo e adesso al vaglio del Parlaemento ha stanziato 400 milioni di euro in più per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici.

I fondi sono previsti nella bozza predisposta dal governo e vanno ad aggiungersi alle risorse già stanziate dall’articolo 1, comma 436, della legge 145/2018: 1.100 milioni di euro per l’anno 2019, 1.750 milioni di euro per l’anno 2020 e 3.375 milioni di euro annui a decorrere dal 2021. I 400 milioni andranno ad impinguare la dotazione finanziaria dal 2021 in poi.

Lunghi e complessi calcoli portano a dire che si tratterà di 40-50 euro in più a testa. Ma la situazione di emergenza sanitaria impone delle scelte, come confermato dal Premier Conte Legge di Bilancio, Conte: “Rinnovo contratti Pa? Le partite Iva soffrono”

Ma per gli insegnanti la cifra potrebbe essere ancora più bassa, poiché bisognerà applicare una percentuale identica a prescindere dall’importo di partenza delle retribuzioni. E poiché gli stipendi, nel mondo della scuola, sono tra i più bassi del pubblico impiego  è lecito attendersi una cifra ancora più bassa.

Quindi gli aumenti, oltre ad essere minori rispetto alle aspettative, non sono neanche dietro l’angolo.

Dopo la legge di Bilancio infatti dovrà partire l’iter per ogni singolo comparto e non è detto che scuola e istruzione siano tra le priorità.

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