Aumento stipendio: alla fine sarà di 80 euro medie mensili lordi. Il “disdetta day” di Professione Insegnante

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Libero Tassella – Il contratto sarà alla fine di soli 80 euro medie mensili al lordo , neppure di 85 euro come nel restante pubblico impiego e 500 euro o poco più per il 2016/17. I docenti italiani delle scuole statali iscritti e non iscritti ai sindacati diffidano tutte le OO.SS. della scuola rappresentative, presenti alle trattative presso l’Aran a Roma ( Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Fgu) dal firmare entro fine anno, quello che si prospetta essere il peggior contratto degli ultimi trent’anni e invitiamo i segretari generali dei suddetti sindacati ad abbandonare il tavolo negoziale e a chiamare la categoria alla mobilitazione.

In assenza di risorse aggiuntive nel Def del 2018, dopo ben 9 anni di fermo contrattuale e una perdita netta di 17.000 euro del potere di acquisto delle nostre retribuzioni e a fronte di un recupero di un decimo di quanto perduto in questi anni, la contrattazione va rinviata alla prossima legislatura e alla prossima legge correttiva di bilancio nella prossima primavera per il reperimento di risorse aggiuntive oltre al recupero di quelle strutturali della legge 107/2015.

Per un contratto dignitoso i docenti hanno diritto in media a 200 euro netti di aumento mensili. In caso di firma, malgrado la petizione di circa 80.000 lavoratori che chiedono di rifiutare un contratto di circa 40 euro mensili di aumento, Professione Insegnante organizzerà nel giorno della firma un “disdetta day” dai sindacati firmatari e promuoverà azioni di boicottaggio in occasione delle prossime elezioni per le RSU.

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