Aumento stipendi docenti e Ata, Valditara trova 150 milioni per il rinnovo del contratto. Ma i sindacati attendono la cifra promessa

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In poche settimane il nuovo Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha senza dubbio avuto un ruolo da protagonista. Suo il merito di sbloccare la situazione del rinnovo contrattuale proponendo ai sindacati una sequenza: subito i fondi già presenti e gli arretrati e nel 2023 un altro step con nuove risorse aggiuntive. Ma al momento il risultato è stato ottenuto solo in parte.

Infatti, nonostante le premesse davvero modeste per quanto riguarda la legge di bilancio e investimenti per la scuola, la manovra 2022 varata dal Governo Meloni presenta un piccolo tesoretto di 500 milioni circa. Di questi, 150 milioni andranno proprio per l’aumento dello stipendio dei docenti e del personale ATA.

“Per il triennio 2019-21, gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale per i miglioramenti economici del personale scolastico, comparto Istruzione e Ricerca, sono incrementati di 150 milioni per il 2023”, si legge sulla bozza della legge di bilancio che proprio nelle prossime ore approderà in Parlamento.

“È indispensabile tornare a sottolineare l’autorevolezza della figura del docente, riconoscendo anche economicamente il suo impegno e le sue competenze. Su questo abbiamo voluto subito dare un chiaro segnale politico: siamo riusciti a mantenere l’impegno preso con i sindacati di approvare il rinnovo del contratto e sbloccare entro Natale gli arretrati che ammonteranno a circa 2mila euro a dipendente, e conseguire gli aumenti di stipendio che ammonteranno a regime a 124 euro in più a mensilità“. Così proprio il numero uno di Viale Trastevere intervenuto nei giorni scorsi alla Camera per un’interrogazione sulla valorizzazione del merito nell’ambito della comunità scolastica.

L’aumento a 3 cifre

In queste dichiarazioni subito si nota la cifra di 124 euro come aumento di stipendio previsto. Che però, al momento sappiamo che non si raggiunge.

L’accordo del 10 novembre, infatti, fra Valditara e organizzazioni sindacali, prevede:

  • un’anticipazione relativa alla parte economica
  • una disponibilità di 100 milioni di euro per il 2022 da destinare alla componente fissa della retribuzione accessoria per l’anno 2022, nella misura di 85,8 milioni per i docenti e 14,2 milioni per il personale Ata.
  • inoltre sono destinati a decorrere dall’anno 2022 89,4 milioni di euro per gli incrementi del personale docente e 14,2 milioni di incrementi per il personale Ata.
  • l’impegno a reperire ulteriori risorse finanziarie, anche nell’ambito della manovra di bilancio 2023, da destinare alla retribuzione tabellare del personale scolastico.

Come sappiamo, la cifra “promessa” dal Ministro alle organizzazioni sindacali, utile per arrivare a quella cifra lorda di 124 euro di aumento, è di circa 300 milioni di euro. Al momento, dunque, Valditara sa di aver portato a casa solo la metà di queste risorse aggiuntive.

Ad inizio 2023 i sindacati batteranno cassa per chiudere definitivamente la trattativa del contratto 2019/21, desiderosi di iniziare un dialogo per il prossimo rinnovo del CCNL.

Dove prenderà 150 milioni mancanti Valditara

Dove prenderà i 150 milioni mancanti Valditara? Al momento, in base alle informazioni che abbiamo sembra evidente la situazione attuale delle casse italiane, con il Governo che punta a coprire il caro bollette in primis.

D’altronde lo stesso Valditara lo sa che non bisogna farsi grosse illusioni e che “la coperta è corta”. Ecco allora che al momento, una ipotesi valida, se il Ministro non dovesse riuscire a recuperare ulteriori risorse aggiuntive, è quella di rispolverare il fondo del MOF, lo stesso a cui aveva pensato l’ex titolare di Viale Trastevere Patrizio Bianchi prima di chiudere la sua avventura a Viale Trastevere.

In quel caso si faceva riferimento a poco più di 300 milioni del salario accessorio per rimpinguare le retribuzioni del personale scolastico. Si tratta di economie interne al Ministero, già presenti e che Valditara in questa fase non ha voluto considerare.

Ma se non dovesse trovare altri fondi aggiuntivi, per onorare la propria parola con i sindacati e il popolo della scuola potrebbe cedere e convincere il collega Giancarlo Giorgetti a sbloccare quelle risorse.

Il testo dell’accordo politico con i sindacati

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