Aumento ore di insegnamento per docenti scuola secondaria. I commenti di sindacati e politici

Di Lalla
WhatsApp
Telegram

red – I comunicati di UIL, FLC CGIL, Carlino (Idv),  ANIEF,  Cisl, FSI Scuola, On. Centemero (PDL), On. Granata, Muro e Di Biagio (FLI), Ferrero (PRC-FDS).

red – I comunicati di UIL, FLC CGIL, Carlino (Idv),  ANIEF,  Cisl, FSI Scuola, On. Centemero (PDL), On. Granata, Muro e Di Biagio (FLI), Ferrero (PRC-FDS).

Di Menna (UIL), norma su scuola offensiva. Parlamento non la voti

Il Governo ha varato una norma ”contro la scuola che offende gli insegnanti”. Il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, dopo la pubblicazione del testo della legge di stabilita’, invita il Parlamento a non votare queste disposizioni.

”Non esiste alcuna ragione plausibile per obbligare a 24 ore di lezione, eliminando il contratto di lavoro, lasciando le retribuzioni invariate, se non – commenta Di Menna – l’intento di recuperare risorse, riducendo gli organici e risparmiando su supplenti e precari. Se in nessun paese europeo, ne’ in Germania, ne’ in Austria, ne’ in Finlandia, paesi che hanno ottimi standard di apprendimento, c’e’ un orario a 24 ore – sottolinea Di Menna – ci sara’ pure una ragione.

Il Governo vuole portare gli insegnanti italiani verso un record unico: i docenti con il maggior numero di ore di lezione e le minori retribuzioni. Al ministro, che li ha definiti ‘veri eroi moderni’ ricordiamo che gli insegnanti piuttosto vanno rispettati e trattati come seri professionisti impegnati in un lavoro importante e difficile. Ci auguriamo – conclude Di Menna – che il Parlamento eviti una frattura tra gli insegnanti italiani e chi ha responsabilita’ di decidere.

Il testo della legge va assolutamente emendato con l’eliminazione delle misure riguardanti la scuola”.

24 ore docenti: l’aumento dell’orario di lavoro a parità di salario deve essere cancellato

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

Dopo lo sciopero e le manifestazioni del 12 ottobre la mobilitazione della FLC CGIL continuerà fino a che il Governo non riveda le odiose misure contro la scuola pubblica.

L’aumento dell’orario di lavoro per i docenti a parità di salario deve essere cancellato , bisogna garantire il rinnovo dei contratti nazionali e il pagamento degli scatti d’anzianità, investire risorse nella scuola e non tagliare ulteriormente la spesa.

Rivendichiamo un piano di stabilizzazione per i precari e ribadiamo che il concorso è inutile e costoso. Come si concilia la forte riduzione di oltre 30 mila posti per effetto dell’aumento dell’orario per i docenti delle superiori con il concorso?

Il Governo Monti e il Ministro Profumo stanno disintegrando la scuola pubblica perchè vogliono che l’istruzione non sia più garantita a tutti. Stanno sconvolgendo le relazioni sociali e umiliando i lavoratori pubblici perchè vogliono trasformare il lavoro in merce.

Sarebbe utile che tutte le organizzazioni sindacali promuovessero una grande manifestazione nazionale unitaria.
Nei prossimi giorni staremo nelle piazze con gli studenti per difendere la scuola pubblica, occuperemo uffici scolastici provinciali e regionali e siamo pronti a portare il conflitto su tutti i posti di lavoro.

Carlino (IDV): Scenario devastante per la scuola 

"Il governo crede di risolvere tutti problemi del Paese attraverso  l’aumento delle ore di lavoro. Questa volta tocca ai professori, più ore  di insegnamento, anche di materie per cui non sono abilitati,  per  accrescere – dicono – l’efficienza della scuola. Sembra una barzelletta  raccontata male, che provoca solo un forte risentimento per i tagli  perpetrati a una scuola pubblica ormai da tempo in ginocchio". Lo ha  dichiarato Giuliana Carlino, capogruppo dell’Italia dei Valori in  commissione lavoro, che ha aggiunto: "Tra l’altro, l’effetto di quanto  contenuto nella legge stabilità provocherebbe l’abolizione delle supplenze  e dei corsi di recupero, con un saldo in termini di scomparsa di cattedre,  e quindi di posti di lavoro, gravissimo. Uno scenario devastante per il  comparto scuola, che si somma ai continui interventi normativi, come il  blocco dei contratti, volti solo a smantellare la scuola pubblica, mentre  si continua finanziare quella privata. Di questo passo – conclude Carlino  – l’istruzione sarà un privilegio solo per pochi".
 
Legge stabilità: ANIEF lancia l’ultimo appello al Parlamento
 
Reso pubblico il testo: dopo il blocco degli stipendi e la riforma delle pensioni, l’aumento dell’orario di lavoro per i docenti, in deroga al contratto, è incostituzionale. I partiti che voteranno il testo del Governo potrebbero essere sfiduciati alle prossime elezioni politiche-regionali. Il c. 42, art. 3 è da cassare, insieme a molti altri. Il testo proviene da www.orizzontescuola.it. 
 
Il Governo ritiene che sia una spesa rimodulabile:
 
assegnare ai funzionari dell’Inps e non delle U.S.L./S.S.N. il compito di decidere quanto ore di sostegno devono avere i nostri alunni disabili (c. 33);
 
convincere il personale inidoneo a dimostrare di essere guarito per non cambiare lavoro grazie a una nuova catartica visita medica (c. 32);
 
autorizzare le scuole autonome a regalare nuovi punti per le GaE, grazie al lavoro in progetti che dovrebbero essere assegnati dalle graduatorie vigenti con fondi pubblici sottratti al fondo d’istituto (c. 35);
 
fondere le direzioni scolastiche regionali in interregionali dopo l’abrogazione degli ambiti territoriali (c. 39);
 
aumentare l’orario di cattedra di 1/3 per il personale docente (da 18  a 24 ore) a stipendio invariato e bloccato al netto dell’inflazione, irrecuperabile ai fini di progressione di carriera, e con una mole di lavoro che supera del 25% la media OCDE (l’insegnante italiano lavorerebbe 854 ore rispetto alle 704 dei colleghi dei Paesi più economicamente sviluppati nelle scuole medie e alle 658 nelle scuole superiori) mentre lo stipendio a fine carriera rimane più basso in media di almeno 8.000 euro annui, derogando al contratto bloccato (c. 42), in cambio di un aumento di ferie che non può essere interpretato come una monetizzazione del rapporto di lavoro (c. 44) ma un diritto costituzionalmente protetto;
 
ridurre della metà l’attuale personale distaccato per l’attuazione dell’autonomia e per lo svolgimento di attività formativa anche in campo di disagio sociale (c. 46).
 
Anief ritiene che questi commi debbano essere cancellati dal Parlamento. In caso contrario, per alcuni di essi, sarà la Corte costituzionale a dichiararli illegittimi, specialmente sull’aumento dell’orario di lavoro a 24 ore. Piuttosto farebbe bene il Governo a ridurre seriamente il costo della politica.
 
Tra gli unici provvedimenti accettabili da notare quello previsto al c. 36, che riscrive l’attuale dimensionamento della rete scolastica riportando al solo anno 2012/2013 le disposizioni prescritte per le scuole superiori dalla legge 111 (c. 5 e c. 5bis art. 19), prendendo atto della cassazione dell’ex c. 4 per le scuole del primo ciclo di istruzione e rinviando a un accordo in conferenza stato-regioni che rimoduli la materia, così da avvalorare quanto sostenuto dall’Anief in questi mesi circa l’illegittimità dell’attuale rete scolastica e la validità delle relazioni sindacali avute con le RSU nelle scuole dimensionate. Infine, il c. 44 che rende merito alla dura azione dell’Anief che con diffide ha denunciato l’irregolarità e l’impossibilità di attuare nella scuole per i precari il divieto di monetizzazione delle ferie.
 
Anief, pertanto, invita i Parlamentari a studiare bene le norme che si accingono a votare perché, questa volta, il voto a una norma palesemente incostituzionale, a fine legislatura, difficilmente potrà essere dimenticato da 1.500.000 di elettori.
 
Bonanni, Governo cancelli tagli scuola. Ampiamente giustificata mobilitazione categoria

 

“Il governo Monti deve cancellare i tagli inaccettabili sulla scuola. E se non lo farà il Governo ci dovrà pensare sicuramente il Parlamento a eliminare un intervento davvero improponibile sulla scuola"

Lo sottolinea il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che ritiene “ampiamente giustificata” la mobilitazione della categoria .

"Non comprendiamo perché ci si continui ad accanire sulla scuola, che ha già pagato un prezzo altissimo al risanamento dei conti pubblici” .

“In tre anni” – sottolinea il leader della Cisl – “sono state tagliate risorse per otto miliardi di euro. Un fatto sotto gli occhi di tutti. E’ arrivato il momento di pensare a investire sull’istruzione e la formazione, come altri paesi stanno facendo, anche in momenti di crisi come questo. Non si può accettare che si intervenga in modo unilaterale e pesante su materie contrattuali come l’orario di lavoro e le retribuzioni del personale della scuola”.

“Ancor meno si può tollerare che mentre si fa questo, si impedisca di avviare la trattativa sugli scatti di anzianità, che permetterebbe di dare attuazione agli accordi fatti con noi dal precedente Governo” .

“Per queste ragioni” – conclude Bonanni – “è ampiamente giustificata la mobilitazione della categoria, che trova il più convinto appoggio della Confederazione" .

Grave l’aumento dell’orario di lavoro dei docenti. Viola i poteri della contrattazione, umilia i docenti e colpisce i precari

FSI Scuola – Non possiamo che denunciare come particolarmente grave l’aumento dell’orario di lavoro del personale docente stabilito nell’art. 3 della bozza della c.d. Legge di stabilità per il 2013.

Con tale disposizione – aggiunge Maurizio Danza Coordinatore Nazionale di FSISCUOLA – che mette in evidenza la scarsa conoscenza, da parte del Governo dei tecnici, del reale impegno professionale dei docenti nella scuola italiana, che ne esce profondamente umiliato, si interviene unilateralmente sulla disciplina dell’orario di lavoro invece attribuita dalla legge alla contrattazione collettiva nazionale.

Avvieremo tutte le iniziative opportune a fronte di questa norma illegittima che, nell’aumentare l’orario del personale docente da 18 a 24 ore, infligge altresì un duro colpo ai docenti precari della scuola. L’atto – aggiunge Danza – appare altresì un grave segnale delle intenzioni di questo Governo in tema di politica sindacale, disponendosi l’aumento dell’orario di lavoro già a partire dal 10 settembre 2013 e senza nessuna considerazione dell’attuale periodo di sospensione della contrattazione collettiva già previsto dalla legge.

Centemero (PDL): Sulla scuola serve una seria riflessione del governo

E’ giunto il momento di una seria riflessione da parte del governo e di tutte le forze parlamentari sull’importanza della scuola nel nostro Paese". Lo ha affermato in una nota Elena Centemero, deputato e responsabile Nazionale Scuola del PdL sottolineando che "nella legge di Stabilità sono previsti interventi senz’altro positivi per il mondo scolastico, come il Fondo per la valorizzazione dell’Istituzione Scolastica, il reintegro del finanziamento delle scuole paritarie e il parziale recupero della misura ‘salvaprecari’ introdotta dal Ministro Gelmini nel 2009. Ma non possiamo non notare alcune zone d’ombra che, per quel che ci riguarda, saranno oggetto di un serrato confronto parlamentare.

Ci batteremo per modificare la norma riguardante l’orario di lavoro dei docenti, ai quali riteniamo vada attribuito un giusto riconoscimento sociale ed economico per il ruolo svolto nell’educazione dei nostri giovani, e chiederemo maggiore attenzione agli alunni con disabilità, che hanno bisogno di insegnati con competenze specialistiche accertate. Tutto questo perché la scuola é stata e resta una priorità nella nostra azione politica".

Mozione presentata dagli on. Granata, Muro e Di Biagio (FLI) in ordine all’art. 3 della legge di stabilità

La Camera,

premesso che:

– nell’ art. 3 della bozza della Legge di Stabilità 2013 viene indicato che decorrere dal 10 settembre 2013 l’orario di servizio del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado, incluso quello di
sostegno , viene articolato su 24 ore settimanali rispetto alle attuali 18 previste dal vigente contratto di lavoro;

– a fronte di tale allungamento dell’orario di lavoro non è previsto nessun incremento retributivo ma, si legge nella bozza, i docenti verrebbero compensati con ulteriori i 15 giorni nei “periodi di sospensione delle lezioni definiti dai singoli calendari scolastici regionali”

– il succitato provvedimento risulta essere materia squisitamente contrattuale, cosi’ come espressamente riconosciuto dal Ministro Profumo in una intervista al quotidiano Il Messaggero, e quindi in palese contrasto
con le regole fissate dal vigente CCNL 2006/2009 art. 28 comma 5 e va stabilito in sede di contrattazione collettiva ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ; inoltre , si ritiene palesemente illogica la fruizione di eventuali ferie nei “periodi di sospensione delle lezioni” in quanto il personale docente, stando a quanto stabilito dal vigente CCNL, già non è tenuto a recarsi a scuola perché in atto quella sospensione delle lezioni che costituisce l’oggetto della prestazione lavorativa del docente stesso

– tale provvedimento produrrebbe, in un comparto già pesantemente vessato da profonde limitazioni e penalizzazioni, un taglio che fonti sindacali stimano in oltre 25.000 cattedre e non sortirebbe dal punto di vista didattico-organizzativo alcun beneficio apprezzabile per la scuola autonoma, dal momento in cui l’incremento delle 6 ore, utilizzato per coprire vuoti e supplenze, non risulterebbe né programmabile e né prevedibile ad inizio di anno scolastico

– il riallineamento del nostro sistema formativo ai parametri europei, limitatamente al carico di lavoro dei docenti, risulta essere, in realtà, un luogo comune ed un falso problema dal momento in cui i docenti italiani hanno un carico di lavoro uguale o superiore alla media europea (fonte Eurydice 2011)

Rispetto ai loro colleghi europei, infatti, il maggiore impegno (non calcolato dalle tabelle OCSE) è determinato:

– dalle 40+40 ore annue per le attività collegiali;

– un numero non quantificabile ma rilevante di ore funzionali all’insegnamento che vanno dalla preparazione delle lezioni, esercitazioni, correzioni compiti, rapporti ed incontri con le famiglie, scrutini, esami ed adempimenti relativi alla valutazione degli allievi e al funzionamento dei Dipartimenti

– l’ulteriore luogo comune che va ricondotto nei giusti termini è quello relativo alle giornate di ferie fruibili dal personale docente con contratto a tempo indeterminato che, nell’immaginario collettivo, assommerebbero ad oltre due mesi.

Le ferie infatti sono regolate dall’art. 13 del CCNL 2006/2009 che, ai sensi del comma 2 dello stesso articolo, vengono fissate in 32 giorni lavorativi comprensivi delle 2 giornate previste dall’art.1 lett. A) della
legge 23/12/1977 n° 977 . Il periodo di ferie viene richiesto al Dirigente scolastico che ne autorizza la fruizione nel periodo indicato dal docente che coincide con la chiusura delle attività scolastiche (genericamente o luglio od agosto).

E’ da sottolineare che, in presenza di attività scolastiche programmate, il docente è tenuto a partecipare alle suddette.

– il provvedimento risulta essere inammissibile e lede profondamente la funzione docente. Lo stesso, infatti, non intaccando l’orario di cattedra (ore di insegnamento), assegna alle 6 ore in eccedenza (ad eccezione di quelle afferenti gli insegnanti di sostegno) la copertura di spezzoni orario disponibili nella scuola di titolarità e l’attribuzione di supplenze temporanee, evidenziando una palese contraddizione con quanto si va sbandierando circa una presunta necessità di riallineamento ai paesi europei. Il docente infatti verrebbe utilizzato per le ore in eccedenza a deficienze strutturali che andrebbero affrontate e risolte con maggiori investimenti anziché attraverso tagli lineari.

– il provvedimento, infine, precluderebbe a migliaia e migliaia di docenti precari che aspirano ad una supplenza, un incarico o una stabilizzazione, qualsivoglia possibilità di lavoro e renderebbe inutile o comunque priva di
effetti concreti e tangibili la partecipazione al Concorso, in atto, e a quello tanto annunciato per la prossima primavera dal Ministro Profumo.

Impegna il governo

– A ricercare piu’ idonee e percorribili soluzioni che non penalizzino un settore gia pesantemente colpito da tagli camuffati da razionalizzazioni, e da una Legge di revisione della spesa (spending review) che a regime già
sottrarrà alla scuola pubblica ben oltre 237 milioni di euro e che si vorrebbero, attraverso un provvedimento iniquo, addirittura triplicare

– Ad investire nel settore dell’istruzione, alla pari degli altri paesi europei che anche in momenti di grave recessione economica, hanno scelto questa via per lo sviluppo e la crescita

Ferrero (PRC-FDS): "Allungamento orario insegnanti è stangata inaudita per la scuola"

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista-FdS, ha dichiarato: «L’allungamento dell’orario di lezione per gli insegnanti, dalle attuali 18 a 24 ore, è una stangata pazzesca per il sistema scolastico italiano: questo provvedimento significa lasciare letteralmente a spasso migliaia di precari, 30mila secondo i sindacati.

Noi stimiamo che potranno essere ancora di più i docenti precari penalizzati da questa manovra contenuta nella legge di stabilità. Ricordiamo che gli insegnanti italiani vengono pagati meno di tutti i loro colleghi in Europa e fanno lo stesso orario di lavoro. Allungarne l’orario – per giunta senza aumentare gli stipendi – vuol dire peggiorare le condizioni di tutta la scuola, si danneggiano i lavoratori, si licenziano i precari che non potranno più fare le supplenze e si peggiora il sistema per tutti gli studenti.

È la "cura greca" di Profumo: i "tecnici" nemmeno di scuola capiscono nulla, è evidente che a loro interessa solo tagliare il welfare state. Noi pensiamo che questo provvedimento vada ritirato, senza se e senza ma».

La posizione del PD sull’innalzamento dell’orario di servizio degli insegnanti della secondaria a 24 ore

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur