Aumento contagi covid, i pediatri: “Rivalutare le mascherine a scuola”. Bassetti risponde: “Bollettino positivi strumento anacronistico”

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In considerazione dell’aumento dei contagi covid, i pediatri chiedono di valutare la reintroduzione dell’obbligo della mascherina a scuola.

L’aumento dei contagi in età scolare di questi ultimi giorni “dimostra infatti, ancora una volta – avverte la presidente Sip Annamaria Staianocome i bambini rappresentino un serbatoio per il virus e possano sviluppare l’infezione e anche trasmetterla”.

Rispetto poi alle mascherine, “certamente giocano un ruolo importante nel limitare il contagio, anche perché in età pediatrica è comunque difficile mantenere un distanziamento. Al di sotto dei 5 anni la mascherina non è mai stata prevista, ma con la ripresa delle infezioni nella fascia in età scolare – afferma Staiano – attendiamo delle indicazioni in merito all’utilizzo dei dispositivi di protezione e penso che la misura delle mascherine a scuola dovrebbe essere rivalutata, anche se la vaccinazione resta l’arma più sicura per combattere la diffusione del virus“.

Come sappiamo, infatti, le mascherine a scuola non sono più obbligatorie. Le dovranno indossare solo i fragili.

In aumento rispetto alla scorsa settimana la percentuale dei casi segnalati nella popolazione in età scolare rispetto al resto della popolazione (14,9% contro 11,1%)”, evidenzia l’aggiornamento del report esteso ‘Covid-19: sorveglianza, impatto delle infezioni ed efficacia vaccinale’ dell’Istituto superiore di sanità (Iss) pubblicato online.

“Nell’ultima settimana, il 25% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nei bambini sotto i 5 anni, il 39% nella fascia d’età 5-11 anni, il 36% nella fascia 12-19 anni”, precisa il report.

L’allarme dei presidi non è però condiviso da Matteo Bassetti, il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, che ai microfoni di Radio 24, spiega: “Era ampiamente atteso che con la prima settimana di ottobre avremmo avuto un incremento significativo dei contagi dal momento che si è tornati a scuola, si è tornati alle attività produttive, si sta più su autobus, tram, in generale c’è un maggior contatto. Ma l’indicatore non deve essere quanta gente ha il tampone positivo, vogliamo sapere quanta gente ha dei sintomi gravi, quanta gente va in ospedale“.

Secondo Bassetti, la semplice valutazione della positività a SarsCov2 è uno “strumento anacronistico“, considerato che la gran parte della popolazione si è vaccinata o ha sviluppato immunità naturale. “Io vorrei sapere a distanza di due anni che cosa serve il bollettino italiano che ci dice quanta gente ha il tampone positivo e non ti dice quanti vanno in ospedale con la polmonite, quanti vanno in ospedali positivi ma asintomatici, quanti hanno sintomi diversi“.

Anche la posizione dei pediatri sulla mascherina a scuola è in netta contrapposizione con quanto espresso da Matteo Bassetti, fermo sostenitore contrario alla mascherina obbligatoria a scuola: “E’ importante dire che non possiamo continuare a portare avanti una linea unica” rispetto al resto del mondo “pensando che tutti gli altri sbaglino. Quindi per quanto riguarda le mascherine nelle scuole, se tutti gli altri Paesi del mondo le hanno tolte, perché noi dobbiamo continuare con questa querelle?”, bacchetta il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

Per il direttore si tratta di una “polemica ideologica che non ha nulla di scientifico“, “perché – incalza – se ci fosse evidentemente un forte sostegno scientifico” questa misura “anche altri Paesi europei a noi vicini avrebbero continuato a utilizzarla. In realtà la mascherina a scuola non serve assolutamente a niente perché i momenti in cui i ragazzi possono contagiare e infettare sono all’ingresso e all’uscita da scuola, e nei momenti comuni più che quando stanno seduti al banco. Siamo di fronte a un virus che oggi fa meno male, ai ragazzi problemi non ne dà. In una situazione in cui c’è il vaccino per coprirsi, non vedo la ragione per cui si debba ancora continuare con l’obbligo di mascherina”.

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