Aumento cattedre assunzioni e mobilità, Bilancio chiede a Governo di specificare il numero

di Anselmo Penna
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Approda in parlamento la diatriba tra Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’economia circa il numero di cattedre che da organico di fatto dovranno essere trasformate in organico di diritto.

Nella legge di stabilità sono stati stanziati 140 milioni nel 2017 e 400 milioni a decorrere dal 2018 per trasformare un numero non ancora precisato di cattedre a tempo determinato in posti stabili, sui quali effettuare assunzioni ed utilizzare per la mobilità.

Secondo il Ministero dell’istruzione le cattedre trasformabili in base all’investimento stanziato sarebbero 25mila, secondo il Ministero dell’economia 11mila.

Perché tale differenza? Perché il MEF considera nel totale della cifra stanziata anche quanto già viene speso per coprire questi posti tramite supplenze, mentre il MIUR dà per assodata tale cifra e considera quella stanziata nel testo della Legge di Bilancio come aggiuntiva.

Insomma, il MEF vuol trovare il modo di limitare la spesa diminuendo il numero di cattedre e cerca di farlo con un escamotage.

Escamotage che, però, pare si stia infrangendo in Parlamento dove il Servizio bilancio della Camera ha chiesto dei chiarimenti sul punto in questione.

Infatti, a fronte dello stanziamento di 140 milioni nel 2017 e 400 milioni a decorrere dal 2018 si chiede di chiarire sul modo in cui sarà utilizzato questo fondo dal Ministero, che si traduce in una richiesta di chiarimento su quante cattedre e tipologia saranno attivate come posti a tempo indeterminato.

La palla passa nuovamente al Governo, che, adesso, dovrà rompere il tabu sul numero di posti che saranno effettivamente coinvolti.

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