Aumenti stipendio per docenti e personale Ata, Pacifico (Anief): buona notizia solo se daremo 300 euro in più al mese ai Dsga e anche risposte su indennità, assunzioni, organici, mobilità e sostegno

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Come può essere giudicato il nuovo Atto di indirizzo per la scuola con ulteriori 300 milioni di euro destinati all’aumento degli stipendi di tutto il personale? “È una buona notizia”, a patto che una parte, almeno il 10%, “venga destinata alla valorizzazione dei Dsga”, ha commentato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Intervistato da Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo ha spiegato che “30 milioni dati a 7.000 Dsga sono circa 300 euro in più mensili, mentre 30 milioni tolti a un milione di insegnanti non sono praticamente nulla. Però in questo modo si possono valorizzare i direttori. Resta inteso che questi soldi non sono sufficienti, in ogni caso”.

Pacifico ha quindi ricordato che “i 300 milioni non riusciranno comunque a valorizzare i profili del personale ATA” perché senza risorse a disposizione continueranno a rimanere bloccati “i livelli fermi da più di 50 anni, né prevedere nuovi profili ATA”. Anche la continuità didattica, che è uno degli obiettivi da centrare con queste risorse, potrà essere incentivata solo se, continua Pacifico, “accompagnata da ulteriori stanziamenti” e soprattutto “dall’individuazione di una specifica indennità di frequenza per il personale che lavora lontano dalla propria residenza. Non va premiato chi non ha mai presentato domanda di mobilità, ma vanno ridefiniti i criteri”.

A proposito del decreto PNRR sul reclutamento, il leader dell’Anief ha detto che “è in fase di scrittura perché si aspettano le risposte definitive. Ci aspettiamo che passi l’idea di riattivare un doppio canale di reclutamento, esaurite le Gae, dalle GPS, a condizione che il personale che fa questo percorso comunque maturi una formazione universitaria che chiede l’UE, che sia differente tra chi è in prima fascia e chi in seconda fascia senza abilitazione o specializzazione”. Rimangono però aperte diverse questioni: “se chiedere 36 o 24 mesi di servizio e se il servizio deve essere stato prestato nella scuola statale o nel sistema nazionale di istruzione. Noi chiediamo che non ci siano vincoli, ma se vincolo ci deve essere, che si parli di 24 mesi di servizio e che sia valido il servizio prestato presso le paritarie”.

Anief ha chiesto e chiederà, la prossima settimana alla ripresa delle trattative, di “includere anche il sostegno perché la metà dei posti sono dati a docenti non specializzati. Vorremmo – prosegue Pacifico – che questi docenti potessero frequentare in sovrannumero il Tfa sostegno e, dopo la valutazione positiva dell’anno finale, avere riconosciuta la conferma nei ruoli. Altra questione aperta è: questo sistema è solo per un anno, oppure per tre anni, o per sempre come doppio canale? Anief ha posto il problema di tutto il sistema della fase transitoria, come l’armonizzazione delle graduatorie concorsuali, perché ci sono le graduatorie dell’ordinario non messe ad esaurimento e che stanno per scadere. Queste graduatorie devono essere usate fino a nuovo concorso previsto dalla riforma”.

Il giovane sindacato chiederà anche che “le graduatorie dello straordinario bis siano integrate con tutti i partecipanti, ci sono tantissimi posti vacanti. C’è anche il problema – dice il presidente Anief – di sciogliere la riserva a chi è inserito nelle GPS per chi ha conseguito un titolo all’estero e di chi è stato assunto con riserva o licenziato dopo aver superato l’anno di prova. E non dimentichiamo i docenti di religione cattolica: deve essere bandito un concorso in forma semplificata con un colloquio orale e si deve assumere sul 100% dei posti”.

Sempre sul decreto PNRR, Anief continua a caldeggiare la norma che deroga ai vincoli della mobilità. “Noi – dice Pacifico – vorremmo che la deroga fosse vigente almeno per altri due anni. Il problema della continuità didattica non si raggiunge con i vincoli ma, come ho detto sopra, con un’indennità di trasferta per garantire il ristoro degli stipendi. Questo è un problema che riguarda anche i presidi, perché se si pagano mille euro di affitto per stare lontano dalla famiglia, non ne vale la pena”.

Il sindacato autonomo continua inoltre a ritenere necessario dover prorogare l’organico aggiuntivo per portare avanti gli obiettivi del PNRR. “Il Ministro – racconta il sindacalista – ha condiviso questa idea, è consapevole che l’organico aggiuntivo serve alle scuole. In questo momento la palla è nelle mani del MEF perché sono necessarie ulteriori risorse”. Anche per quanto riguarda la norma sul nuovo dimensionamento scolastico, che prevede il taglio di oltre 600 istituti nei prossimi anni, Anief ritiene “che vadano garantite delle deroghe per le scuole situate nelle piccole isole e nelle comunità montane o nelle zone economicamente depresse e con alti tassi di dispersione scolastica”. Il sindacato è convinto che si debba “rivedere quanto approvato nell’ultima legge di bilancio”, oltre che reperire altre risorse per “aumentare gli organici del personale ATA con i nuovi profili professionali, e quindi 20 mila unità in più di personale ATA. Riteniamo anche che debba trovare posto, come spazio orario e dignità di materia, l’educazione civica con un incremento di personale, nonché inserire in pianta organica i docenti di educazione motoria alla primaria. E infine vorremmo che si ripristinassero 30 mila posti per tornare all’insegnamento modulare alla primaria”, conclude Pacifico.

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