Aumenti stipendio docenti, Snals: notizie non incoraggianti, meno di 100 euro lordi. Occorre dire basta

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Le prime notizie sul fronte delle risorse disponibili per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego e del Comparto Istruzione e Ricerca non sono incoraggianti. C’è ancora incertezza sugli stessi aumenti, peraltro modesti (circa il 4%, cioè meno di 100 euro lordi, se si sottrae l’indennità di vacanza contrattuale), previsti dal Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale sottoscritto il 10 marzo scorso.

Il personale della scuola viene sempre di più caricato di compiti aggiuntivi e di connesse nuove responsabilità ed ha dimostrato di saper adattare la propria funzione ad ogni circostanza e nelle condizioni più drammatiche, impiegando tempi di lavoro non riconosciuti, non quantificabili e non remunerati.
Ora occorre dire basta!

Le risorse del PNRR vanno impiegate per assicurare stabilmente, attraverso un intervento strutturale sul PIL, retribuzioni dignitose, adeguandole alla media europea e valorizzando tutto il personale, riconoscendo innanzitutto gli impegni che finora non sono stati tradotti nei contratti collettivi.

Se non ci saranno adeguate assicurazioni sull’incremento delle risorse, lo Snals ritiene che non ci siano le condizioni per avviare alcuna trattativa per il rinnovo contrattuale.

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