Aumenti stipendio docenti: poco a pioggia, il resto per merito. Si punta al “middle management”

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Si discute in questi giorni, negli ambienti ministeriali, di rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro, comparto “Istruzione e Ricerca” in seguito all’emanazione dell’atto di indirizzo politico – istituzionale riferito alla Scuola per l’anno 2021. Tra le misure previste nella vision di medio e lungo termine del ministro Azzolina, una ristrutturazione della funzione docente su base gerarchica quindi l’istituzione a regime del Middle Management e annessa corresponsione di retribuzioni accessorie. In parte un proseguimento della Buona scuola di Renzi. Ed ancora, un nuovo sistema di reclutamento dei Dirigenti scolastici che potrebbe alzare un polverone. I dettagli.

Legge di Bilancio 2021 – Risorse docenti potrebbero non essere destinate all’aumento stipendiale ma…

La legge di bilancio, definitivamente approvata e già pubblicata in Gazzetta Ufficiale qualche settimana fa, prevede che per i rinnovi contrattuali che riguardano il triennio 2019-2021 dei settori della pubblica amministrazione sono stanziati 400 mln di euro che si aggiungono ai 3.335 mln già disposti con le leggi di bilancio del 2019 e 2020 per un totale complessivo di 3.775 mln di euro.

Tali cifre per rinnovare i contratti pubblici, però, a detta dei sindacati, sono insoddisfacenti.

Come spiega la Flc Cgil, infatti, le risorse stanziate sono comprensive oltre che dell’indennità di vacanza contrattuale erogata ai lavoratori pubblici che verrà riassorbita al momento dei rinnovi contrattuali, anche delle risorse necessarie a confermare l’elemento perequativo introdotto in occasione dei rinnovi contrattuali relativi al triennio 2016-2018, e delle risorse destinate ai trattamenti economici accessori del personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Ma da alcune indiscrezioni, potrebbe venir meno l’aumento stipendiale a pioggia per l’intera categoria docenti, destinando le risorse allo “straordinario”, quindi incarichi aggiuntivi, tra i quali quelli svolti nell’ambito del Middle Management.

Che cos’è il Middle Management

Nel contesto scolastico, per middle management si intende le figure intermedie tra la dirigenza e la docenza. In parole povere, i collaboratori/delegati/coadiutori del Dirigente scolastico, il suo staff. Nell’atto di indirizzo del Ministro Azzolina, in data 04-01-2021, c’è un riferimento esplicito a tale concetto:

In considerazione della sempre più evidente complessità che connota la dirigenza scolastica, costantemente orientata a garantire il buon andamento e la correttezza dell’azione amministrativa ma anche chiamata a gestire in maniera competente le sfide che le nuove generazioni pongono quotidianamente alla scuola, in termini di scelte, offerta di qualità, opportunità formativa e orientamento, sarà necessario valutare la definizione, in seguito ai necessari passaggi legislativi e contrattuali, in spirito di ampia condivisione, per la prima volta, dell’area del cd. MIDDLE MANAGEMENT, cui possano accedere, secondo modalità trasparenti, docenti capaci, per esperienza, professionalità e vocazione, di gestire attività complesse formalmente delegate, tra quelle di competenza del dirigente scolastico, anche al fine di determinare nuove e più compiute professionalità che possano successivamente concorrere al ruolo della dirigenza scolastica con un bagaglio di esperienza organizzativa e di sensibilità amministrativa maturato in tale nuova area professionale.”

La Azzolina riparte dalla Buona Scuola di Renzi

L’atto di indirizzo nella Ministra sembra ricalcare quanto asserito anni fa da Matteo Renzi che nel 2015 era il Presidente del Consiglio, e da Stefania Giannini, titolare del dicastero dell’istruzione. All’epoca, in fase di discussione ed elaborazione antecedente la Legge 107/2015, ribattezzata “Buona scuola”, venivano messi sul tavolo i temi riguardanti la possibilità di carriera dei docenti, non più in base alla sola anzianità, ma al merito.

Ecco alcune affermazioni tratte dal documento “Buona scuola”, datato 3 settembre 2014:

Dobbiamo anche far uscire i docenti dal “grigiore” dei trattamenti indifferenziati.

Vuol dire considerare i docenti non come una massa indistinta, a cui lo Stato ha chiesto decenni fa di ripetere ogni giorno lo stesso “compito in classe”. Vuol dire, invece, cominciare a considerarli finalmente come persone e come professionisti disposte ad assumersi impegni diversi, e a cui lo Stato chiede oggi di mettersi al servizio della scuola e dei colleghi. E a cui lo Stato chiede di non accontentarsi delle prospettive di carriere fondate sul mero dato dell’anzianità.

Per fare questo è necessario ripensare la carriera dei docenti, per introdurre elementi di differenziazione basati sul riconoscimento di impegno e meriti oltre che degli anni trascorsi dall’immissione in ruolo.”

L’orientamento dell’attuale Ministra Azzolina sembra proseguire quel percorso strutturale di cambiamento del sistema Scuola, iniziato dall’ex presidente del consiglio, che, normativamente parlando, fu concretizzato dall’ingresso del Bonus merito per i docenti e dall’introduzione del 10% dell’organico dell’autonomia, scelto dal Dirigente scolastico, quale supporto organizzativo e didattico nell’amministrazione dell’istituzione scolastica. [l’albore del Middle Management].

A riprova di quanto appena declinato, dall’atto di indirizzo per il 2021, leggiamo:

Dovranno infine essere introdotti strumenti di valorizzazione del personale scolastico. In particolar modo, appare necessario procedere al rinnovo del Contratto collettivo nazionale di Lavoro per il comparto scuola, sulla base delle risorse aggiuntive stanziate per l’incremento a regime della retribuzione del personale docente, anche operando sugli aspetti giuridici che regolano la professione stessa, attraverso la definizione di un vero e proprio percorso di carriera professionale che connoti il ruolo, dal momento della immissione fino al collocamento a riposo, su base meritocratica

Due percorsi di carriera per gli insegnanti

Si parla di due percorsi di carriera per gli insegnanti. Il primo riguarderà la funzione docente in senso stretto: gli importi delle retribuzioni saranno collegati al cosiddetto merito. E un secondo canale, basato sul conferimento di incarichi fiduciari da parte del dirigente scolastico, che consisteranno nello svolgimento di compiti su delega del preside. Quest’ultimo aspetto è già presente nella scuola; la novità, non da poco, è quella però di inserire una vera e propria Area Middle Management nel nuovo CCNL e di conseguenza il riconoscimento giuridico e contrattuale dei Collaboratori dei DS.

Il nuovo reclutamento dei Dirigenti scolastici

Alcuni addetti ai lavori stanno già dando per assodato che il nuovo reclutamento dei dirigenti scolastici cambierà, prevedendo, nello specifico, la possibilità di accedere al Concorso per dirigenti scolastici, solo se in possesso del requisito corrispondente all’aver svolto ruoli tipici del Middle Management.

Se così fosse, non siamo certi possa essere la strada da perseguire proprio in nome del Merito, giustamente citato più volte. Riteniamo sia doveroso riconoscere un punteggio aggiuntivo a coloro che hanno svolto e svolgeranno ruoli di collaborazione con il dirigente scolastico ma non può diventare una conditio sine qua non nell’ambito dell’ammissione alla procedura concorsuale; verrebbero ingiustamente esclusi tutti quei docenti che non hanno mai affiancato alcun dirigente scolastico, non per loro scelta, ma semplicemente perchè non ne hanno avuto la possibilità.

Diciamoci la verità: capita spesso di vedere nelle istituzioni scolastiche, collaboratori non all’altezza dei compiti assegnati. Una minoranza per carità. Sacrosanto e legittimo che il Dirigente scolastico si affianchi di persone di sua fiducia, ma il merito e la professionalità in sporadici casi possono venir meno. E se a tutto questo aggiungiamo che i prossimi concorsi per il reclutamento dei dirigenti scolastici potrebbero essere riservati ai soli collaboratori o staff del DS, si andrebbe verso una condizione strutturale che pone al centro non il Merito ma… la Fortuna.

Naturalmente, lo precisiamo, si tratta di questioni ancora ampiamente aperte e tutte da definire.

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