Aumenti stipendio docenti e Ata, 300 milioni per incremento: ecco integrazione Atto di Indirizzo [scarica PDF]

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Via libera all’integrazione dell’Atto di indirizzo dell’accordo sottoscritto con i sindacati il 10 novembre 2022 in merito all’aumento delle retribuzioni del personale scolastico.

Questa integrazione prevede la disponibilità di ulteriori 300 milioni di euro circa, stanziati dalla legge di bilancio 2022 sul Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (FMOF), per la contrattazione tra ARAN e Organizzazioni sindacali per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Istruzione e Ricerca. Questi fondi saranno destinati all’incremento della componente fissa della retribuzione del personale della scuola.

Ecco cosa prevede il documento firmato dal ministro Giuseppe Valditara

In aggiunta all’Atto d’indirizzo che ha individuato gli ambiti di intervento della contrattazione, si precisa che, per l’anno 2023, si è provveduto al reperimento di ulteriori risorse finanziarie, dando seguito all’impegno assunto con le parti sociali nel predetto accordo politico. A tale proposito, si intende utilizzare una parte delle risorse presenti sul Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (FMOF), pari a 300 milioni di euro, previste dall’art. 1, comma 327, della legge n. 234/2021, al netto di alcuni interventi di riduzione dello stanziamento già intervenuti, per la componente fissa della retribuzione del personale scolastico, facendo ricorso allo strumento della contrattazione collettiva nazionale (CCNL).

Si precisa, inoltre, che spetta alla contrattazione la determinazione dei criteri di distribuzione delle risorse di cui all’art. 1, comma 592, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, come modificata dal decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 29 giugno 2022, n. 79. Tali risorse, pari al 10% dello stanziamento annuale previsto dal comma 592 citato, sono destinate alla valorizzazione del personale docente che garantisca l’interesse dei propri alunni e studenti alla continuità didattica e alla valorizzazione del personale docente che presta servizio in zone caratterizzate da rischio di spopolamento e da valori degli indicatori di status sociale, economico e culturale e di dispersione scolastica.

Infine, sempre in relazione all’accordo politico con le Organizzazioni Sindacali, si comunica che il comma 3 dell’art. 14 del d.l. 18 novembre 2022, n. 176, convertito con modificazioni dalla legge 13 gennaio 2023, n. 6, ha stanziato la somma di 100 milioni di euro, rimessa sempre alla contrattazione collettiva, per l’erogazione di un compenso una tantum, per l’esercizio finanziario 2022, a titolo di componente fissa della retribuzione accessoria del personale docente e ATA (Retribuzione professionale docenti e compenso individuale accessorio), rispettivamente nella misura pari a 85,8 milioni di euro e 14,2 milioni di euro.

In considerazione delle finalità previste dalla normativa vigente per la continuità didattica, si ritiene opportuno che anche l’individuazione dei criteri e il riparto delle risorse di cui all’art. 1, comma 770, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, per garantire la continuità didattica nelle istituzioni scolastiche statali situate nelle piccole isole, siano rimessi alla contrattazione.

In conformità all’accordo politico già menzionato, desidero evidenziare che la sequenza contrattuale deve prestare particolare attenzione alla riforma degli ordinamenti del personale ATA e di tutti i settori del comparto, alla mobilità e formazione del personale, alla valorizzazione dei DSGA, al lavoro a distanza, alle relazioni sindacali e alla contrattazione di secondo livello.

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