Aumenti stipendiali: per statali 85 euro lordi, da febbraio bonus aggiuntivo, in arrivo anche superpremi. Ma per la scuola stallo

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Le 95 cartelle del nuovo contratto per i dipendenti statali dovrebbero costituire la base per un accordo da raggiungere nei prossimi giorni, prima di Natale. Ma per la scuola la situazione è di stallo.

Per “salvare” il bonus di 80 euro sarebbe stato introdotto un escamotage che consentirebbe a tutti coloro che guadagnano fino a 26.600 euro lordi annui di poter aggiungere un bonus economico, pagato in rate mensili da febbraio a dicembre 2018.

Previsti anche dei “super-premi” per incentivare i lavoratori statali. Un dipendente statale può arrivare a percepire un premio superiore del 30% rispetto ai premi erogati ai colleghi. Un super premio insomma, che però potrà essere erogato al massimo al 30% dei dipendenti di quell’amministrazione.

Sindacati e Aran lavorano per limare gli ultimi dettagli per arrivare alla firma prima di Natale. Firma che, stando alle informazioni in nostro possesso, riguarderà solo il comparto che comprende Ministero, Agenzie fiscali, Inps e Inail.

E per la scuola? Stallo assoluto, silenzio totale. Non c’è ancora una convocazione, anzi è anche possibile che non ci sia neanche l’aumento lordo medio di 85 euro. Abbiamo spiegato il motivo in questo articolo Aumenti stipendiali, per scuola massimo 70 euro di aumento lordo. Mancano 300 milioni, vediamo perché

E così – comunicano i sindacati

FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua e Snals Confsal – dal 9 novembre non è stato fatto alcun passo in avanti.

I punti fermi sui quali i sindacati non sono disposti a cedere

  • aumento di 85 euro medi mensili di aumento sullo stipendio tabellare per tutto il personale del Comparto;
  • richiesta di risorse aggiuntive  per recuperare la perdita stipendiale dopo otto anni di vuoto contrattuale;
  • riconduzione al contratto di materie come l’organizzazione del lavoro, il salario accessorio, le sanzioni disciplinari, la formazione e la determinazione dei periodi di prova.

Il sindacato Anief invece diffida gli altri sindacati dalla firma e invita a inviare la diffida all’amministrazione e alla Ragioneria dello Stato per sbloccare l’Indennità di vacanza contrattuale , con la possibilità di difendere il proprio diritto a percepire uno stipendio adeguato almeno al 50% dell’aumento dei prezzi da settembre 2015.

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