Aumenti stipendiali per docenti di ruolo e precari, 55 euro netti al mese. Potenziamento Contrattazione istituto e regolamentazione DAD

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Il Ministro Brunetta, appena insediato, ha dato il via ad un patto per potenziare il Pubblico Impiego anche in vista del Recovery Plan da oltre 191 miliardi di euro. Il primo passo è stata la firma a Palazzo Chigi di un patto con il mondo sindacale che punta ad una rivisitazione dei contratti collettivi che includerà anche la retribuzione.

Rinnovo contratti

Nei giorni scorsi abbiamo riportato le notizie relative alla consistenza degli aumenti stipendiali che si aggirano, cifra indicativa che riguarda tutto il comparto della Pubblica Amministrazione, in circa 107 euro lordi mensili per dipendente.

A ciò abbiamo aggiunto anche la notizia della volontà di affrontare in modo strutturale la questione dell'”elemento perequativo”. Questo, secondo quanto contenuto nel patto,  verrà salvaguardato e confluirà nella retribuzione fondamentale cessando di essere corrisposto quale elemento distinto della retribuzione.

87 euro di aumento per il personale della scuola

Per quanto riguarda la scuola, secondo le indiscrezioni pubblicate oggi dal Sole24Ore, i fondi a disposizione si aggirerebbero tra l’1,7 e l’1,8 miliardi di euro. Cifra che consentirebbe un aumento di 87 euro lordi mensili incluso l’elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente contratto, che al netto si aggirano tra i 50 e i 55 euro. Le cifre si riferiscono ad un aumento medio degli stipendi.

Lo stesso Brunetta nei giorni scorsi, durante una trasmissione a Radio Rai, ha espresso la volontà di “investire sugli insegnanti”. “Voglio migliorare la Pa. – ha detto – Abbiamo le risorse per farlo, abbiamo l’obbligo di farlo, è una grande occasione”.

Patto per l’educazione

In questi giorni si volgeranno, inoltre, tutta una serie di incontri tra parti sindacali e il Ministro Bianchi sul rinnovo del contratto. Non solo aumenti stipendiali, gli argomenti sul piatto sono diversi, alcuni dei quali di grande attualità.

Se da un lato, sulla scia del Patto dell’innovazione  si punterà ad un potenziamento della “contrattazione decentrata” che per il mondo della scuola si traduce in un potenziamento della contrattazione d’istituto con un potenziale aumento anche dei fondi direttamente gestiti dalle scuole.

A ciò si aggiunge la necessità di regolamentare a livello contrattuale la Didattica a distanza, insieme alla formazione dei docenti che non può tralasciare le nuove tecnologie.

La formazione continua, d’altronde, è uno dei punti cardine del Patto per l’innovazione. “Ogni pubblico dipendente – si legge  nel testo – dovrà essere titolare di un diritto/dovere soggettivo alla formazione: sarà il diritto più importante a sentirsi protagonista del cambiamento che al contempo costituirà una valorizzazione dell’immagine sociale dello Stato e dei suoi lavoratori e lavoratrici e la contrattazione dovrà prevederne l’esigibilità”

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