Aumenti stipendiali. Elemento perequativo utile a chi perde bonus 80 euro, per FP CGIL e la FLC CGIL va reso stabile

di redazione
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“L’elemento perequativo è stata una soluzione contrattuale per dare risposta alle lavoratrici e ai lavoratori, introdotto per sostenere i redditi più bassi e per sterilizzare la perdita del bonus di 80 euro. Per quanto ci riguarda nelle rivendicazioni alla base della prossima legge di Bilancio e dei contratti nazionali 2019/2021, ci sarà la sua stabilizzazione”.

Ad affermarlo sono la FP CGIL e la FLC CGIL in merito alla misura introdotta nel rinnovo dei contratti pubblici.

CHE COS’E’ L’ELEMENTO PEREQUATIVO

Ricordiamo che il nuovo Contratto, ancora da sottoscrivere in via definitiva, riguarda il periodo 2016/18.

Gli arretrati

Per il periodo pregresso che va da gennaio 2016 a febbraio 2018 saranno corrisposti gli arretrati in misura pari allo 0,36% e all’1,09% delle retribuzioni così come stabilito in legge di bilancio.

Gli aumenti

Per il 2018 si prevede un incremento della retribuzione complessiva superiore al 3,48% a cui si aggiunge un elemento perequativo per gli stipendi più bassi volto a garantire da marzo a dicembre 2018 un aumento non inferiore a 80 euro mensili al personale ATA e non inferiore a 85 euro mensili al personale docente.

L’incremento riguarda le diverse componenti dello stipendio, sia quella tabellare che quella accessoria (ovvero la Rpd per i docenti, Cia per il personale ATA, Indennità di direzione per DSGA).

Tutte le cifre indicate sono lordo dipendente, ciò significa che ad esse dovranno essere applicate le ritenute previdenziali e fiscali. [scheda FLCGIL]

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