Aumenti stipendiali docenti in base al merito? 66% boccia la proposta. Non piace neppure soluzione blended. Valditara: “Al lavoro su retribuzione personale”

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Ieri incontro politico tra sindacati e il Ministro Valditara. Sul piatto i sindacati hanno messo diverse problematiche, che vanno dalla questione dei vincoli alla mobilità, alla soluzione del precariato, allo stipendio dei docenti, ai DSGA nonché i Dirigenti scolastici oggi impegnati in una assemblea nazionale a Roma.

L’inflazione che galoppa e la vita da nomade

Tra i temi caldi di questi giorni, surriscaldato da una inflazione galoppante (abbiamo raggiunto le 2 cifre a discapito di quanto affermato da alcuni esponenti europei che lo avevano definito un fenomeno di breve durata) e da una aumento delle bollette che a quanto pare poco ha a che fare con forniture ma tanto con speculazioni finanziarie, ci sono gli stipendi dei docenti e del resto del personale scolastico.

Qualcuno ieri, al tavolo, ha chiaramente detto che se le risorse sono quelle attuali, parlare di aumento stipendiale in base al merito non ha senso. Lo ha se ci sono risorse in più o mettiamo nell’elenco degli indigenti l’intera categoria.

Si dimentica (tra le tante altre argomentazioni possibili), a volte, che i docenti sono una categoria spesso nomade e che fare i nomadi oggi costa, in termini di spese di trasferimenti o di affitto di case località diverse da quella di origine. Fenomeno che riguarda soprattutto i neoassunti, che vedranno un aumento di stipendio tra qualche annetto.

L’aumento, i docenti lo preferiscono in purezza

Premesse necessarie, per introdurre quello che è il risultato di un sondaggio lanciato ieri dalla nostra redazione e che prendeva le mosse da una affermazione estrapolata da un commento sulla nostra bacheca social: diamo gli aumenti stipendiali ai docenti meritevoli.

D’accordo?

Il 65,8% dei partecipanti al sondaggio ha bocciato la proposta. Una proposta che abbiamo presentato anche in modo articolato, con una terza opzione che prevedeva una soluzione blended: parte degli aumenti a pioggia e parte per merito. Il sì, in questo caso ha superato di poco il 7%.

Il no, quindi è netto, i docenti temono un aumento per merito e, per certi versi, non si riesce a dargli torto.

Chi premia? … e cosa?

Molte le questioni cruciali per una eventuale modalità di attuazione: chi decide? Su cosa si decide?

Decidono i dirigenti? Una commissione? Ti premiamo sulla base dei risultati didattici o dell’impegno extra-didattico?

Sulla questione, ieri, la Gilda ha messo un paletto: volete premiare il merito? Ok, con soldi aggiuntivi e certo non per le attività burocratiche svolte dalla categoria che non sono prettamente attinenti alla categoria.

L’impegno del Ministro

Da canto suo il Ministro ieri ha preso un impegno chiaro, quello di fare il possibile in sede di legge di bilancio “per dare un segnale concreto ai temi avvertiti come prioritari dagli operatori del mondo della scuola, compreso il tema delle retribuzioni e quello della valorizzazione”.

Un compito non certo facile quello assunto da Valditara, in una situazione di economia generale non certo florida e con un esecutivo che dovrà affrontare problematiche importanti, a partire dal sostegno ad imprese e famiglie per il caro bolletta.

I risultati del sondaggio

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