Aumenti stipendiali, D’Aprile (UIL Scuola): “Sappiamo che non ha coperto l’aumento del costo della vita, ma è un primo passo in avanti”

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Dopo aver raggiunto un accordo sulla parte economica del rinnovo del contratto del comparto scuola, si apre una nuova fase delle trattative tra sindacati e ARAN. Ma gli aumenti sono direttamente proporzionali alle esigenze delle famiglie e della situazione attuale?

Intervenuto alla diretta di Orizzonte Scuola (qui il video completo), Giuseppe D’Aprile, segretario generale UIL Scuola, ha voluto sottolineare il buon risultato ottenuto dai sindacati. “Tutti siamo convinti che l’andamento degli stipendi non copre e non ha coperto l’aumento del costo della vita: soprattutto negli ultimi anni, il personale della scuola non ha beneficiato della crescita delle retribuzioni quando il PIL era crescente; adesso che è in fase calante la situazione è ancora più critica. Tuttavia, voglio sottolineare, che è stato sottoscritto un contratto per un milione e trecento mila lavoratori di tutto il comparto, non solo della scuola, ma anche dell’università, della ricerca e dell’AFAM. Un contratto che ha un volume di quasi 5 miliardi, di cui 2 miliardi e  100 milioni sono quelli che vanno a dare una boccata di ossigeno alle persone che vivono condizioni di difficoltà, soprattutto nella scuola”. 

Si tratta di un primo passo in avanti, un timido segnale, è vero, in un momento difficile dove l’economia ha un’inflazione al 9% e c’è il caro bollette, ma non si parlava nemmeno di inflazione 2 anni fa nella legge finanziaria”. E, tuttavia, un passo in avanti che, precisa D’Aprile, è stato ottenuto in un clima sereno, propositivo, collaborativo con l’Amministrazione e che si è risolto in 2 giorni: testimonianza del fatto che quando gli obiettivi sono comuni e condivisi si riesce a fare anche veloce e, forse, anche bene, almeno dal mio punto di vista”.

La trattiva si è sbloccata negli ultimi giorni, quando sono state trovate le risorse finanziarie per incrementare l’ammontare degli arretrati e prevedere gli aumenti contrattuali. Si tratta di 100 milioni di euro“recuperati nella giornata di giovedì scorso, – spiega D’Aprile – a cui aggiungere ulteriori 300 milioni a disposizione del contratto insieme ad ulteriori risorse che il Ministro si è impegnato a reperire nella legge finanziaria“. L’obiettivo è chiaro: le retribuzioni devono essere innalzate per equipararle, lo diciamo sempre, a quelle dei colleghi europei, pareggiarle rispetto a quelle che spettano alle persone che hanno percorso sempre la stessa carriera scolastica, ma si trovano a lavorare in ambiti diversi da quello della scuola, ma soprattutto in funzione del delicato ruolo che svolge il personale della scuola e che rappresenta nell’educazione e nella formazione degli alunni. È anche una questione culturale che farà cambiare idea ai nostri legislatori: nel prossimo futuro, forse, si degneranno di destinare maggiori risorse per il rinnovo contrattuale”.

“Non ci fermeremo – conclude il segretario della UIL Scuola – già da domani lavoreremo al negoziato sulla parte normativa in ARAN per cercare di chiudere l’intero contratto nei primi mesi del 2023. Non possiamo dire quanto ci vorrà, ma l’urgenza è massima. C’è una grande novità da non sottovalutare in questo contratto: tutta la parte normativa, da negoziare per chiudere il contratto, non è da sottovalutare. Si tratta della riforma degli ordinamenti del personale ATA e degli enti di ricerca, della valorizzazione dei DSGA, delle relazioni sindacali, della mobilità, della formazione: tutti istituti contrattuali che fino ad ora non erano regolamentati dal CCNL, ma lo saranno in futuro”.

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