Aumenti stipendiali, assenze, formazione e lavoro sommerso: i sindacati puntano ad un rinnovo contrattuale soddisfacente [VIDEO]

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Aumento di stipendio, certamente, ma non solo: i sindacati puntano in vista del prossimo rinnovo contrattuale ad intervenire anche su altri aspetti normativi fondamentali per i lavoratori. Lo hanno spiegato i rappresentanti di Flc Cgil, Gilda degli insegnanti e Snals-Confsal nel corso del dibattito in diretta su Os TV dello scorso 27 ottobre.

Dopo il rinnovo contrattuale del 2018, fatto di fretta, questo deve essere il riconoscimento della dignità professionale dei lavoratori della scuola“, tuona Manuela Pascarella, della Flc Cgil.

Il tema del salario deve essere centrale. Noi ci aspettiamo un aumento di 340 euro in un due tornate di contratto. Sarebbe il minimo per colmare il Gap con la media retributiva degli altri colleghi della pubblica amministrazione”, prosegue la sindacalista.

Poi c’è l’altro tema, quello dell’equiparazione dei diritti. Quindi i permessi, le assenze. Ci sono delle storture all’interno del contratto da raddrizzare“, aggiunge Pascarella.

Per Antonio Antonazzo, della Gilda, bisogna evidenziare un aspetto per quanto riguarda i salari: “In media in Europa si raggiunge il massimo stipendiale dopo 25-26 anni. In Italia dopo 35 anni. Dunque si prende il massimo solo per 4-5 anni. Si è fatto tanto bla-bla-bla in questi anni per gli stipendi dei docenti ma nessuno si mette le mani in tasca e interviene”.

Inoltre, “sono diversi anni che vogliamo mettere allo stesso livello sia precari che docenti di ruolo. Seguiamo gli orientamenti europei“.

Poi sulla formazione: “Continuano ad arrivarci richieste. Ci chiedono di lavorare gratis. Va riconosciuta la formazione. Si deve trovare un accordo o a livello economico oppure a livello di dispensa dal lavoro“.

Duro anche il commento di Giuseppe Taiti, dello Snals: “Ogni ministro e Governo hanno sempre detto di voler colmare il gap degli stipendi. Tutti hanno fatto promesse e nessuno ha mantenuto. Oggi parliamo di 85-87 euro di aumento medi lordi. Cioè vuol dire che non tutti prenderanno questa cifra. C’è da trattare comunque, perché se questi sono gli aumenti credo che non solo lo Snals, anche le altre sigle, non accetteranno tali cifre“.

Inoltre, “ci sono altri temi di normativa su cui bisogna intervenire in vista del rinnovo del contratto: le assenze, i 3 giorni di permessi retribuiti e 6 giorni di ferie durante le attività didattiche spesso non sono sufficienti. E il grande tema del lavoro sommerso dei docenti che deve essere riconosciuto, non si può continuare così“.

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