Aumenti stipendiali ancora fermi. Per bonus in busta paga la risposta sarà politica. Prossimo incontro scuola 11 gennaio

Concluso l’incontro tra ARAN e sindacati per il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca.

AUMENTI STIPENDIALI

La proposta – come riporta la FLCGIL – rimane quella di un aumento mensile di 85 euro medi. L’aumento medio mensile è stato tradotto in una percentuale facendo coincidere l’aumento con una progressione del 3,48% della retribuzione di ogni lavoratore, prendendo come riferimento la retribuzione media del comparto e applicando ad essa la percentuale stabilita. Il tavolo dovrà individuare, come già fatto, nel caso delle funzioni centrali meccanismo di perequazione per andare a coprire le categorie che hanno retribuzioni più basse.

L’ARAN non può andare al di là delle somme già stanziate, pertanto le richieste sindacali di portare in busta paga anche le somme derivanti da bonus merito e bonus 500 euro dovranno essere sottoposte a verifica politica, dato che l’atto di indirizzo del comparto non le prevede.

Come dire, bisognerà chiedere a chi ha “inventato” i bonus, introdotti dalla legge 107/2015, se è disposto a trasferirli in busta paga o se questo significherà lo svuotamento della legge.

Una partita importante, sulla quale si gioca la tenuta della legge La Buona Scuola.

PROSSIMI INCONTRI

  • 8 gennaio alle ore 14,30 Università
  • 10 gennaio alle ore 9, 30 Afam e alle ore 14,30 Ricerca
  • 11 gennaio alle ore 14,00 Scuola .

Tutto sul contratto

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