Aumenti statali solo da marzo 2018. Anief: una beffa, come interverremo ai tavoli di contrattazione

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Anief – Il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici non finisce mai di sorprendere. Purtroppo, per la sua insignificanza.

 Dopo gli aumenti miseria, pari a 85 euro medi lordi (40 netti), arrivano infatti gli arretrati ristretti del biennio 2016/2017: porteranno appena dai 370 euro della fascia retributiva più bassa ai 712 di quella più alta. La media, quindi, si ferma attorno ai 500 euro lordo Stato, cioè diviso per 1,3838, del lordo dipendente ovvero con sottrazione del 35% da tassare: alla fine, sottraendo tutte queste trattenute, il dipendente statale percepirà in media solo poco più di 230 euro netti.

È una cifra che si commenta da sola, su cui l’Anief non ha mai avuto dubbi, tanto da invitare il personale della PA a rivendicare 2.654 euro, comprensivi delle quattro mensilità di fine 2015 indicate dalla Corte Costituzionale ma ignorate dalla parte pubblica. Tra l’altro, l’una tantum degli arretrati arriverà probabilmente nella busta paga di marzo e andrebbe ulteriormente incrementata, quasi una marchetta elettorale vista la campagna di elezione per il rinnovo delle RSU.

Per il momento, l’accordo riguarda meno di 250mila dipendenti statali, in servizio nei ministeri e nelle amministrazioni centrali, ma l’intenzione della parte pubblica è quella di estendere il modello anche agli altri comparti. Scuola compresa. Per il 2 gennaio sono stati convocati all’Aran i sindacati del maxi-settore della Conoscenza, in cui rientra l’Istruzione pubblica: “Un capitolo pesante – scrive l’Ansa – che tocca oltre un milione di persone, tra prof, ricercatori, bidelli. Poi ci sono la sanità e gli enti locali. Si cercherà di replicare il format utilizzato per gli statali, seguendo i cardini del nuovo testo unico del pubblico impiego, che fa parte del “grandissimo lavoro di attuazione di riforme”, tra cui “quella della Pa”, rimarcato nella conferenza di fine anno dal premier Paolo Gentiloni”.

A inizio anno, è probabile che si parli anche della data da individuare per il rinnovo delle Rsu della scuola, da svolgere entro il prossimo 20 aprile: un evento che potrebbe essere caratterizzato da un cambiamento epocale, dopo decenni di stallo, derivante proprio dalla possibilità che l’Anief, con 38mila deleghe (pari al 6%) e oltre 8mila candidati, possa sforare la fatidica soglia del 5%. L’ufficialità della data dovrebbe essere sancita nell’incontro specifico programmato per il 10 gennaio.

“Ai tavoli di contrattazione – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – abbiamo intenzione di riportare gli stipendi al costo della vita aumentato di ben 15 punti negli ultimi dieci anni e di recepire quanto deciso dalla Cassazione sulla progressione economica dei precari e sulle ricostruzioni di carriera anche per il personale docente e Ata di ruolo senza dimenticare chi ha lavorato nelle paritarie. Per questo, già da ora stiamo ricorrendo per sbloccare l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale e coprire il 50% dell’inflazione”.

Tutti gli interessati possono inviare da subito il modello di diffida predisposto dall’Anief.

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