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Aumenti pensione 2022: non spettano a chi ha integrazione al trattamento minimo, ecco perchè

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Per chi ha diritto all’integrazione al trattamento minimo gli aumenti annuali per perequazione della pensione non vengono applicati sempre.

In questi giorni i media stanno parlando assiduamente degli aumenti delle pensioni dal 1 gennaio 2022, quelli dovuti all’aumento dei prezzi e dall’eventuale adeguamento delle pensioni. Ad oggi, ovviamente non ci sono sicurezze al riguardo e l’importo dell’aumento sarà vincolato al metodo di perequazione che eventualmente l’esecutivo adotterà. Al momento ci si basa su quanto scritto dal quotidiano “Il Messaggero” nel quale si sottolinea che per pensioni di 1500 euro al mese potrebbe spettare un aumento di 300 euro l’anno, ovvero di 25 euro mese.

Cerchiamo di capire come funziona l’aumento per chi, invece, ha la pensione integrata al trattamento minimo rispondendo ad un nostro lettore:

Io non capisco perchè si parla di aumenti delle pensioni per chi ha l’assegno di 1500 euro al mese, ma non spetta a me che ho la pensione integrata al minimo e prendo 515 euro mensili. Perchè a me la pensione non aumenta?

Aumento pensioni ed integrazione al minimo

Purtroppo per avere diritto agli aumenti previsti dalla perequazione della pensione, coloro che hanno una integrazione al trattamento minimo devono attendere che l’importo della pensione originaria (e non quella integrata al minimo) superi i 515 euro mensili. Cerchiamo di capire il meccanismo.

Supponiamo che un lavoratore abbia maturato con i contributi versati una pensione di 420 euro mensili e che, grazie all’integrazione al trattamento minimo percepisca, invece, una pensione di 515 euro mensili. L’eventuale aumento non si applica sui 515 euro che percepisce ma sui 420 euro originari perchè ai 515 euro ci arriva per l’integrazione che è a spese dello stato e che spetta a tutti i pensionati che percepiscono una pensione di importo più basso di 515 euro mensili.

Se anche nel 2022 si decidesse di applicare un aumento di 25 euro, quindi, la pensione del nostro lavoratore passerebbe da 420 euro mensili a 445 euro mensili: avrebbe ancora diritto all’integrazione al trattamento minimo e la sua pensione avrebbe, comunque, sempre un importo di 515 euro mensili. Per poter fruire realmente degli aumenti il pensionato integrato al minimo dovrà attendere che l’importo originario della pensione (i 420 euro) superi, aumento dopo aumento, i 515 euro mensili di importo e solo a quel punto avrà diritto ad una pensione di importo superiore ai 515 euro poichè non avrebbe più diritto all’integrazione al minimo.

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