Aumenti docenti da dicembre tra 765 e 1.228 euro col decreto ‘Anticipi’: Anief soddisfatta ma quelle somme vanno triplicate perché l’indennità di vacanza contrattuale riguarda anche il 2022 e 2023

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Sta prendendo forma il meccanismo del decreto «anticipi» approvato lunedì insieme all’indice della legge di bilancio 2024, con due miliardi di euro destinati agli statali, da considerare come anticipo rispetto al rinnovo del Ccnl, l’indennità di vacanza contrattuale, che arriverà con lo stipendio di dicembre come annunciato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

I calcoli della stampa specializzata nazionale riguardano anche gli aumenti lordi in arrivo per 1,2 milioni di dipendenti della scuola: “le cifre dipendono dall’anzianità oltre che dal ruolo. Un professore delle superiori riceverà 829,2 euro se è in cattedra da meno di otto anni, mentre ne avrà 1.228,1 se la sua prima lezione si è tenuta fra 28 e 34 anni fa. Analoga, anche se con valori inferiori, la dinamica alle medie inferiori (le secondarie di primo grado, dove si va da 829,2 a 1.168 euro) e alle scuole dell’infanzia e primarie (da 765,6 a 1.056,2).

Secondo Il Sole 24 Ore “si tratta certamente di cifre non trascurabili”, che però “andranno scontate da un contratto chiamato a gestire i picchi inflattivi del 2022 e 2023, che per essere coperti integralmente avrebbero richiesto oltre 30 miliardi, cifre ingestibili anche per manovre di tempi più facili degli attuali. Il Governo ha intenzione di avviare in fretta le trattative, con l’obiettivo di arrivare alle prime chiusure l’anno prossimo, quando infatti non sarà replicata l’una tantum che quest’anno ha puntellato gli stipendi pubblici in attesa dei fondi contrattuali”.

Anief ritiene, però, l’impennata del costo della vita dell’ultimo biennio non può essere compensato dai soli incrementi previsti dal Governo a partire da dicembre. “Rimane una boccata di ossigeno ma nulla più – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché i soldi persi nel 2022 e 2023 non si riprendono più. E noi non lo possiamo accettare. Per questo abbiamo deciso di rilanciare il modello per recuperare il riallineamento dell’ultimo biennio: ci sono altri due stipendi da recuperare e noi vogliamo farli avere a chi crede in questa battaglia. La verità è che va riallineata l’indennità di vacanza contemporanea, come prevede la legge: l’adeguamento automatico degli stipendi deve essere del 50% dell’inflazione e va fatto dal primo giorno di assenza contrattuale, non solo per l’ultimo anno”.

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