Aumentano NEET, insoddisfazione e abbandono scolastico: evento a Milano il 26 settembre

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In un momento storico in cui il 38% dei giovani italiani è insoddisfatto della propria vita e il 22% non studia né lavora, Casa della Cultura, Fondazione Quercioli e Associazione Fortitudo propongono un momento di riflessione e confronto per ripensare il ruolo di istituzioni, scuola e società nel percorso di autorealizzazione di ciascun individuo. Appuntamento domenica 26 settembre a Milano: interverranno Elisabetta Camussi, Marisa Fiumanò, Gianfranco Mormino, Salvatore Natoli, Laura Nota e Gustavo Pietropolli Charmet.

Viviamo in un mondo globalizzato e interconnesso, in cui sembra più che mai a portata di mano la possibilità di autorealizzarsi, di saper individuare e percorrere la strada verso un personale progetto di felicità. Non è così. Stando ai dati Istat 2019, in Italia la percentuale di giovani che non studia e non lavora (i cosiddetti NEET, Not in Employment, Education of Training) è pari al 22% della fascia di popolazione che ha tra i 15 e i 29 anni, per un totale di circa 2 milioni di persone: è la quota più elevata tra i Paesi dell’Unione Europea. D’altra parte, il 35,4% dei giovani tra i 18 e i 24 anni abbandona precocemente gli studi e la percentuale di chi in Italia ottiene un titolo universitario è al di sotto della media della UE (il 19,6% contro il 33,2%). Da un sondaggio Sodexo pubblicato da Il Sole 24 Ore, inoltre, emerge che il 38% dei giovani è insoddisfatto della propria vita, il 46% boccia la propria esperienza accademica e il 33% ritiene di aver sbagliato percorso di studi dopo la maturità.

In un momento storico in cui le opzioni politiche populiste e sovraniste raccolgono consensi facendo da parafulmine per l’insoddisfazione e la frustrazione generali, pur senza proporre soluzioni concrete a questo disagio, è necessario ripensare gli strumenti che l’educazione, il welfare e la società mettono a disposizione di ciascuno per orientarsi nel proprio percorso evolutivo e di autorealizzazione. Sarà questo il tema dell’evento Una vita autentica – Idee di liberazione e politiche pubbliche, in programma domenica 26 settembre alle 17.30 in via Padova 21 a Milano e promosso da Fondazione Elio Quercioli, Casa della Cultura e Associazione Fortitudo, con il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

La tavola rotonda vuole essere un momento di riflessione e confronto su quali ostacoli oggi si frappongono tra l’individuo e la sua possibilità di autorealizzazione e quali strumenti educativi e sociali, invece, dovrebbero essere finalizzati a favorire il raggiungimento di un autentico benessere individuale. Interverranno come relatori Elisabetta Camussi, psicologa sociale e Professoressa Ordinaria all’Università degli Studi di Milano – Bicocca; Marisa Fiumanò, psicoanalista e saggista; Gianfranco Mormino, filosofo e Professore Ordinario di Storia della Filosofia Morale all’Università degli Studi di Milano; Salvatore Natoli, filosofo e Professore Ordinario di Filosofia Teoretica all’Università degli Studi di Milano – Bicocca; Laura Nota, psicologa, Professoressa Ordinaria di Psicologia all’Università degli Studi di Padova e presidente della Società Italiana per l’Orientamento; e Gustavo Pietropolli Charmet, psicoterapeuta e fondatore del Centro “Il Minotauro”.

Franco Cazzaniga, presidente di Fondazione Quercioli, ha commentato: «Come Fondazione Quercioli, la cui missione principale è la promozione del rinnovamento della cultura politica della sinistra riformista, abbiamo deciso di avviare un tentativo di riflessione sull’umanesimo che deve guidare la formulazione delle politiche pubbliche sociali ed educative del futuro, in un momento in cui il panorama politico si presenta un po’ povero di nuove visioni».

L’evento, che durerà fino alle 19, si svolgerà nella palestra Heracles Gymnasium di via Padova 21 e sarà il primo di una serie di appuntamenti di approfondimento scientifico e culturale con cui questa realtà milanese, localizzata in una delle periferie più difficili, intende riaprirsi al quartiere e alla città. Dal 2015 Heracles Gymnasium si propone come un centro per l’allenamento psico-fisico della persona: come gli antichi gymnasium della Grecia Classica, in cui la formazione sportiva degli atleti non poteva prescindere da quella filosofica, psicologica e culturale, anche nella palestra di pugilato di via Padova c’è spazio per incontri dedicati a filosofia, psicologia, scienze umane e arte.

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