In aumento casi di alunni che “scappano” da scuola. Gissi: “Difficoltà oggettive nella gestione. Ata sempre molto pochi. Attendiamo Legge di Bilancio e PNRR” [INTERVISTA AUDIO]

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Il tema della vigilanza degli alunni è salito prepotemente alla cronaca con gli ultimi casi. Ha destato scalpore il caso di Bologna con due bimbi di 6 anni scappata alla custodia di docenti e Ata.

La vigilanza sugli alunni è una delle principali incombenze che gravano su tutto il personale scolastico. Come ricorda la Cassazione (in una sentenza del 1999), la scuola provvede alla vigilanza degli studenti minorenni per tutto il tempo in cui questi gli sono affidati, fino al subentro dei genitori o di loro incaricati. In altre parole si è responsabili dal momento in cui gli alunni arrivano a scuola e sino a quando non vengono nuovamente affidati ai genitori.

Un altro intervento della Cassazione, questa volta molto più recente (del 2020) si stabilisce che, in base all’età dello studente, muta la modalità di vigilanza che deve essere esercitata dal personale scolastico. L’onere di vigilanza è inversamente proporzionale all’età anagrafica.

Durante l’orario di servizio, come più volte ricordato, il personale docente non può allontanarsi dalla classe arbitrariamente, ma solo in casi di effettiva necessità e comunque sempre per tempo limitato dato che la vigilanza della classe non può essere affidata a personale che, nel frattempo, ha altre incombenze.

A Orizzonte Scuola interviene la segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi: “La vigilanza nella scuola è tema molto complesso. Il personale Ata che si deve occupare dei controlli sono sempre molto pochi. In molte realtà si sono affrontati i problemi più dal punto di vista economico che da quello sanitario e di sicurezza. Difficile tenere in piedi un sistema di vigilanza durante la ricreazione e l’attività didattica. Non tutte le classi sono da 25 e comunque anche quelle da 15 vanno tenute bene sotto controllo. Non sempre gli enti locali sono sempre presenti. Gli investimenti nel PNRR serviranno anche per questo. Mentre sugli organici ci attendiamo interventi seri già in Legge di Bilancio”.

AUDIO INTERVENTO INTEGRALE

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