Aumentano i Binge Drinkers tra gli adolescenti, ma c’è anche chi fa selfie con una bottiglia di latte

di Giulia Boffa
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GB – E’ l’alcol la sostanza maggiormente utilizzata da giovani ed adolescenti, a rischio 500.000 giovani in tutta Italia.

Quasi la metà degli adolescenti sono bevitori sociali o Social Drinkers (frequenza di consumo alcolico che va da 3/4 volte l’anno a 3/4 volte al mese).

GB – E’ l’alcol la sostanza maggiormente utilizzata da giovani ed adolescenti, a rischio 500.000 giovani in tutta Italia.

Quasi la metà degli adolescenti sono bevitori sociali o Social Drinkers (frequenza di consumo alcolico che va da 3/4 volte l’anno a 3/4 volte al mese).

Poi si classificano in  Binge Drinkers (4 drink per le donne, 5 drink per gli uomini in una sola occasione, con frequenza di 1-8 episodi nell’ultimo mese) ed in bevitori abituali o Heavy Drinkers (4/5 drink in una sola occasione, con frequenza di piu’ di 8 episodi nell’ultimo mese).

L’età di primo contatto si attesta a 14,5 anni e l’età della prima sbronza a 14,9.

Tra i 16-17enni c’è il maggior numero di bevitori sociali  mentre, tra i più grandi (18-30 anni), troviamo la presenza più rilevante sia di binge drinkers  sia di bevitori abituali.

I binge drinkers sono oggi oggi oltre due milioni di giovanissimi tra i 16 e i 24 anni, soltanto per citare la fascia d’età più numerosa; il 17% delle intossicazioni etiliche registrate nei pronto soccorsi riguarda, addirittura, adolescenti tra i 13 e 16 anni.

Molti ci rimettono la vita con "giochi" assurdi tipo  “Neknominate”, il  drink-game nato in Australia e viralizzato su Facebook, che consiste nello sfidare la morte bevendo fino allo sfinimento  birra, vino o liquori, e chi ce la fa passa il turno ad un altro utente del social come prossimo giocatore. Per fortuna c’è anche chi si ribella, come un diciassettenne romano che ha respinto al mittente la sua “nomination” ha postato il suo ritratto accanto ad una bottiglia di latte, ed ha ricevuto molti consensi su Facebook.

Le cifre dell’Istituto superiore di sanità contano circa 500mila baby alcolisti, ma soltanto una piccolissima parte di questi arriva poi nei centri alcologici, segno che il fenomeno è trascurato anche dalle famiglie.

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