Atto di indirizzo del dirigente scolastico al collegio docenti per la stesura del PTOF 2022/25

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Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (meglio noto con l’acronimo di P.T.O.F.) è il più fondamentale documento programmatico e divulgativo di un istituto scolastico.
Il documento, di fatto, esplicita l’intenzionalità educativa e formativa dell’Istituto, attraverso le risorse di cui dispone, potenziandole al meglio per ottenere una proficua sinergia con utenti e territorio.

La Legge 107 del 2015

La Legge 107 del 2015 che ha riformato il sistema nazionale di istruzione e formazione ha ridefinito la durata e le modalità di stesura e convalida del Piano, che è elaborato dal  Collegio dei Docenti su quelli che sono gli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti nelle Linee  di  Indirizzo dal Dirigente  Scolastico. Il piano sarà, poi, in seguito  approvato  dal Consiglio d’Istituto.

Il PTOF è un documento articolato con funzione, didattica, organizzativa e amministrativa, che va oltre la tradizionale indicazione su quella che è l’identità culturale, territoriale e progettuale della scuola.

La stesura del RAV

Si provvede alla sua stesura solo dopo avere provveduto ad analizzare i dati del (Rapporto di autovalutazione di Istituto e del consequenziale riconoscimento di quelli che sono i punti di forza e i punti di debolezza della scuola, circoscrivendo dopo gli obiettivi prioritari dell’Istituto.

Per queste ragioni preliminari è importante che sia predisposto, a monte, un atto di indirizzo del dirigente scolastico al collegio docenti per la stesura del PTOF.

Perché un “Atto di indirizzo” al Collegio dei docenti

La necessità di realizzare pratiche di insegnamento sempre più orientate allo sviluppo di competenze di base, disciplinari e trasversali, atteso l’intera comunità professionale docente è coinvolta nella contestualizzazione didattica delle ultime Indicazioni Nazionali per il curricolo che orientano verso l’innovazione delle pratiche didattiche e ritenuto che l’intera comunità professionale debba agire nel comune intento di ricercare e sperimentare modalità e strategie efficaci per realizzare il successo formativo di tutti gli alunni, anche titolari di bisogni educativi speciali, i dirigenti scolastici possono, se lo ritengono opportuno (anche se risulterebbe assai utile) definire chiari indirizzi generali per l’attività della scuola, in base ai quali il Collegio docenti elaborerà il Piano triennale dell’offerta formativa per il nuovo triennio.

Cosa prevedere e chiedere al Collegio dei docenti

Nell’elaborazione del POF triennale il Collegio dei docenti dovrà tenere conto di alcune specifiche macroaree. Per esempio, il dirigente scolastico Prof.ssa Patrizia Farsetti dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” di Barga (LU), un vero esempio di managerialità applicata alle istituzioni scolastiche, ha individuato, come macroaree “intercultura, legalità, contrasto alla dispersione scolastica”.

Quali finalità e attraverso quale PTOF?

Il PTOF dovrà permettere alla scuola, così come prevede, ad esempio, l’Atto di Indirizzo del dirigente scolastico Prof.ssa Patrizia Farsetti dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” di Barga (LU) di raggiungere alcune finalità come:

  • Mirare alla costruzione di un percorso scolastico in cui ogni alunno/a, con il proprio patrimonio unico di caratteristiche e potenzialità, possa sentirsi accolto e felice di essere a scuola;
  • pianificare un’offerta formativa triennale coerente con gli obiettivi di apprendimento e i traguardi per lo sviluppo delle competenze;
  • finalizzare le scelte educative, curricolari, extracurricolari e organizzative al contrasto della dispersione scolastica e di ogni forma di discriminazione, al potenziamento dell’inclusione scolastica e alla realizzazione del diritto al successo formativo;
  • orientare i percorsi formativi al potenziamento delle competenze chiave linguistiche, mate-maticologiche, scientifiche e digitali, allo sviluppo di competenze sociali e civiche e di cittadinanza per favorire comportamenti responsabili e pensiero critico;
  • prestare massima attenzione alla cura educativa e didattica speciale per gli alunni che manifestano difficoltà negli apprendimenti e /o comportamenti;
  • prestare attenzione ai vissuti e alla provenienza geografica e culturale dei singoli alunni in difficoltà;
  • promuovere l’orientamento formativo e scolastico, a partire da programmazioni di classe/sezione che prevedano esperienze e contenuti volte all’autonomia di scelta e alla capacità di orientamento degli alunni – affiancandovi azioni progettuali strutturate per la continuità educativa per tutti gli alunni;
  • ampliare l’offerta formativa curricolare con una progettualità di qualità, coerente, ragionata e non dispersiva, che sia ancorata al curricolo scolastico, alle aree progettuali individuate dal collegio docenti, al piano di miglioramento e utilizzi il più possibile;
  • promuovere l’innovazione delle metodologie didattiche, attraverso: lo sviluppo di azioni, didattiche e di aggiornamento, che consentano lo sviluppo;
  • prevedere azioni di formazione-aggiornamento rivolti al personale docente e ATA che consentano nel triennio la realizzazione dei piani di digitalizzazione della scuola, sia di origine interna sia su indicazione ministeriale;
  • prevedere progetti che implementino la cultura della salute, della sostenibilità e della sicurezza;
  • prevedere percorsi e azioni per valorizzare la scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare l’interazione con le famiglie e con la comunità locale.

Quali attività prevedere?

L’Atto di indirizzo, come quello allegato steso dal molto competente dirigente scolastico Prof.ssa Patrizia Farsetti dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” di Barga, dovrà, inoltre, prevedere quali attività sono necessarie per realizzare queste finalità, oltre alle azioni tese al perseguimento degli obiettivi di apprendimento propri del ciclo di istruzione.

Per esempio:

  • il potenziamento della conoscenza delle lingue straniere e della conoscenza delle culture dei paesi europei anche attraverso la promozione di scambi culturali, progetti di partenariato, conseguimento di certificazioni linguistiche;
  • attività di orientamento intese come attività volte allo sviluppo dell’identità personale e della capacità di operare scelte consapevoli e coerenti;
  • potenziamento dei linguaggi non verbali e multimediali, attraverso l’uso delle tecnologie digitali;
  • il superamento della didattica tradizionale e la ricerca di metodi innovativi centrati sul soggetto in apprendimento.

Altre attività che potrebbero essere allocate nell’atto di indirizzo

Dovranno, come sottolinea la DS Prof.ssa Patrizia Farsetti, inoltre essere previste:

  • attività di valorizzazione delle eccellenze,
  • attività di supporto alle problematiche del disagio scolastico,
  • attenzione continua alla relazione educativa e alla comunicazione didattica efficace,
  • attività che implementino la cultura della salute, della sostenibilità e della sicurezza.

La programmazione didattica: cosa deve prevedere?

La programmazione didattica di tutte le classi dovrà prevedere:

  • percorsi di recupero integrati all’attività curricolare,
  • attività di sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali eventualmente presenti,
  • piani individualizzati per alunni con DSA e altri disturbi o ritardi nell’apprendimento,
  • criteri di valutazione orientati alla valutazione formativa,
  • programmazione di attività extrascolastiche coerenti con la programmazione didattica della classe, che tengano conto delle necessità scaturite dall’analisi dei bisogni formativi e delle richieste esplicitate dagli studenti e dalle famiglie.

Il versante metodologico e organizzativo

Sul versante metodologico-organizzativo, la didattica dovrà sviluppare processi di insegnamento-apprendimento efficaci nell’ottica della personalizzazione, fondati non solo sulla lezione frontale, ma sull’apprendimento cooperativo, sulla didattica per problemi, sul lavoro di ricerca nel piccolo gruppo, sulla didattica laboratoriale.

Un ambiente di apprendimento strutturato attraverso l’organizzazione flessibile della didattica

Sarà quindi necessario predisporre un ambiente di apprendimento strutturato attraverso l’organizzazione flessibile della didattica, la piena funzionalità dei laboratori presenti e degli spazi interni ed esterni.

Sarà importante:

  • l’ultimazione del curricolo verticale,
  • curare l’attuazione del curricolo verticale e dei relativi strumenti di valutazione, prove e griglie di valutazione, sia disciplinari che di competenza finale, strutturati attraverso gli incontri per classi parallele;
  • la valutazione e il monitoraggio degli esiti educativi e/o di apprendimento dei progetti realizzati.

L’Area progettuale

Relativamente all’ area progettuale si dovranno ridurre i progetti presenti nel PTOF per concentrarsi su quelli pluriennali strategici e funzionali alle priorità del RAV e basati sul metodo della ricerca azione. Si dovranno inserire progetti che attribuiscano particolare attenzione alle aree artistica, musicale e motoria sia per il considerevole apporto positivo che esse esercitano sulla motivazione degli alunni che sul loro sviluppo affettivo-relazionale.

Lo stile educativo del docente

Lo stile educativo dei docenti dovrà essere ispirato a criteri di ascolto, accompagnamento, interazione partecipata, con una continua capacità di osservazione.

Attenzione dovrà essere prestata non solo all’organizzazione delle attività didattiche che si realizzano nella sezione e nelle intersezioni, negli spazi esterni, nei laboratori, negli ambienti di vita comune, ma all’intera giornata scolastica e alle routine che costituiscono la base per nuove esperienze.

La formazione del personale

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa:

indicherà il piano di formazione del personale docente e ATA che potrà essere realizzato alla luce delle risorse umane e finanziarie disponibili e in coerenza con quanto previsto dal RAV e dal PDM, anche on line e/o a distanza potenziando il sistema di formazione a cascata;

espliciterà il fabbisogno di risorse professionali (docenti ed ATA), strumentali, materiali ed infrastrutturali, prevedendo quindi una stretta sinergia con i servizi generali e amministrativi, per i quali il dirigente scolastico, ai sensi dell’art. 25 comma 5del D. Lgs. n. 165/2001, fornisce al DSGA le direttive di massima che costituiscono linee di guida, di condotta e di orientamento preventivo sullo svolgimento delle specifiche attività previste dai servizi.

I nodi di raccordo tra l’ambito gestionale e l’ambito didattico

Le Funzioni Strumentali individuate dal Collegio Docenti, i Collaboratori del Dirigente Scolastico, i Coordinatori di Classe, i Responsabili di plesso, i Responsabili dei progetti di ampliamento dell’offerta formativa costituiranno i nodi di raccordo tra l’ambito gestionale e l’ambito didattico, al fine di garantire la piena attuazione del Piano.

Ciò permette e assicura:

  • collegialità,
  • coinvolgimento positivo degli altri nel proprio lavoro,
  • spirito di rafforzamento delle altrui capacità,
  • disposizione alla ricerca-azione,
  • apertura all’ innovazione e al cambiamento.

Linee_di_indirizzo_PTOF

RAV e PTOF: indicazioni operative per la definizione e approvazione dei documenti strategici delle istituzioni scolastiche

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