Attività motoria nelle scuole elementari ok ma introduciamo anche educazione ad una corretta alimentazione e corretti stili di vita

di redazione
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Dott. Prof. Andrea Iuliano – Leggevo alcuni giorni fa tra gli articoli di “Orizzonte Scuola” la volontà del precedente governo di introdurre l’insegnamento di Educazione Fisica nella scuola elementare.

Sicuramente una iniziativa lodevole, lo sport favorisce la crescita, esalta la condizione fisica, contribuisce a bruciare grassi superflui …….. ecc. Ma da sola non basta!

Anzi, nella maggior parte dei casi l’attività fisica risulta essere un ottimo rinforzo se preceduta da una corretta e sana alimentazione. In Italia i risultati di un’indagine promossa dal Ministero della Salute indicano che all’età di 9 anni in città campione di Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Puglia e Calabria il 23,9% dei bambini è in soprappeso ed il 13,6% è obeso.

Questa indagine conferma la più elevata prevalenza di obesità nelle regioni del sud rispetto a quelle del nord. Il rischio per un bambino obeso di diventare un adulto obeso aumenta con l’età ed è direttamente proporzionale alla gravità dell’eccesso ponderale. Fra i bambini obesi in età prescolare, dal 26 al 41% è obeso da adulto, mentre tra i bambini in età scolare tale percentuale sale al 69%.

Nell’insieme, il rischio per i bambini obesi di divenirlo da adulti varia tra 2 e 6,5 volte rispetto a quelli non obesi. La percentuale di rischio sale all’ 83% per gli adolescenti obesi. Un bambino obeso è più vulnerabile, statisticamente più esposto a la . L’obesità è responsabile del 57% dei casi di diabete tipo 2, del 33% dei casi di calcolosi biliare e del 19% dei casi di patologie cardiovascolari. Una forte concomitanza è stata osservata tra la grave condizione di sovrappeso ed ipertensione, dislipidemie, diverse forme di tumore, malattie respiratorie ed altre patologie sistemiche.

L’adulto obeso fin dall’età evolutiva avrà un maggior rischio di mortalità rispetto ad un suo pari che non era obeso da bambino. Inoltre, un bambino obeso può sviluppare un disagio psicologico che può contribuire all’instaurarsi di un Disturbo del Comportamento Alimentare statisticamente stimato in una percentuale che oscilla dal 3 al 5%.

Le ricerche recenti hanno evidenziato la stretta relazione che intercorre tra bassa autostima ed eccesso di peso nei bambini obesi. Questi studi hanno dimostrano come l’obesità non sia soltanto un fattore fisico e metabolico, ma soprattutto quanto profondamente l’emotività svolge un ruolo fondamentale nell’insorgere di disturbi alimentari, e quanto una infanzia serena ed il sentirsi amati dai genitori siano determinanti.

Ci troviamo di fronte a dati allarmanti, che accennano lentamente al miglioramento, nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni dal Ministero della Salute e dell’Istruzione. Considerato gli scarsi risultato ottenuti attraverso progetti vari la situazione potrebbe migliorare soltanto se cambiassimo approccio culturale rispetto tale problema:

INTRODUZIONE NELLA SCUOLA ELEMENTARE E SECONDARIA DI PRIMO GRADO COME DISCIPLINA CURRICULARE “ EDUCAZIONE AD UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE E CORRETTI STILI DI VITA”.

L’Organizzazione Mondiale dalla Sanità (OMS) ha stimato che in Italia si potrebbe ottenere un risparmio strutturale sulla spesa sanitaria, attivando un sistema di prevenzione nelle scuole per combattere l’obesità ed il sovrappeso, di circa 8 miliardi di Euro. In una realtà politica come quella attuale, nella quale prevale la logica dell’investimento attraverso la spesa pubblica e non della restrizione tale approccio potrebbe rappresentare un’occasione unica ed irripetibile.

* RSU UIL SCUOLA I.S. “G. Marconi” Giugliano (NA) Componente del CONSIGLIO NAZIONALE dei BIOLOGI Esperto in Nutrizione Umana

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