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Attività alternativa all’insegnamento della religione cattolica: allegato modello di progettazione annuale

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L’attuale normativa prevede che gli istituti scolastici possano offrire le seguenti opzioni per gli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica: a) attività didattiche e formative; b) attività di studio e/o di ricerca individuali con assistenza di personale docente; c) libera attività di studio e/o ricerca individuali senza assistenza di personale docente; d) non frequenza della scuola nelle ore di insegnamento della religione cattolica.

Quando richiedere l’insegnamento alternativo alla Religione Cattolica

All’atto dell’iscrizione viene fornita una scheda dove i genitori degli alunni minorenni o gli studenti maggiorenni devono indicare la scelta tra l’IRC e le altre opzioni sopra indicate. La scuola deve comunque fornire ogni anno un’adeguata informazione e garantire la possibilità di modificare o confermare la scelta (T.U. art. 310); nella CM 4 del 15-01-10 per le scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione si chiarisce che la scelta si effettua per tutto il corso degli studi, ma si può modificare all’atto di iscrizione per l’anno successivo. A seguito di questi pronunciamenti e a chiarimento della normativa è uscita la C.M. n. 63 del 13 luglio 2011 che chiarisce che verso gli alunni/studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica, debbano essere posti in essere tutti gli adempimenti necessari per garantire il diritto di frequentare attività alternative.

Scelta della disciplina e del programma

Non vi sono vincoli sulla disciplina insegnata come attività alternativa ad IRC, se non quello costituito dal fatto che questa non può essere una materia già insegnata nella scuola, perché questo oggettivamente potrebbe sfavorire gli alunni che si avvalgono dell’Insegnamento di religione cattolica e che quindi non potrebbero seguire tali discipline se non a discapito della propria coscienza. Basandosi su questo elemento alcuni docenti di IRC in passato si sono opposti capziosamente a progetti di ora alternativa di lingua straniera (diversa in realtà da quella insegnata nell’istituto) o di musica nelle scuole superiori di indirizzo non musicale (insegnamento presente invece nella scuola media), perché visti “concorrenziali” alla propria materia.

Le varie discipline

Attualmente sono attivate varie discipline come attività didattica e formativa alternativa all’IRC e tra queste si segnalano Diritti Umani (consigliata dalla C.M. Circolare Ministeriale 28 ottobre 1987, n. 316 che ne indicava il programma generale), Etica, Storia delle Religioni (o Storia delle Religioni e del Libero pensiero), Psicologia dell’Arte, Spagnolo e Psicologia (queste ultime due attività didattiche in indirizzi scolastici dove sono assenti questi indirizzi). Possono essere stilati comunque anche altri progetti, tenuto conto quanto scritto sopra, a patto che sia indicato un preciso programma che sarà sottoposto all’approvazione del Collegio dei Docenti. Delle indicazioni fornite dalla Circolare ministeriale n. 131 del 3 maggio 1986 abbiamo già detto sopra. Non si esclude la possibilità che gli studenti stessi o le famiglie segnalino propri bisogni formativi, nonché le modalità di intervento della scuola (C.M. 131/1986). Elementi deducibili dal documento elaborato dall’Istituto Comprensivo Piazza – De Cupis di Roma.

Attività didattiche e formative

Le attività didattiche e formative alternative all’IRC sono comprese nella disciplina alternativa all’IRC, stabilita e approvata dal Collegio dei Docenti. La valutazione della disciplina non esprime voti ma soltanto un giudizio e analogamente a quanto avviene per l’IRC, non fa media alla fine dell’anno scolastico e non determina debiti o la mancata promozione. Nello scrutinio finale, qualora si richieda una deliberazione da adottarsi a maggioranza, il voto espresso dall’insegnante dell’Attività alternativa, se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale. La scelta degli argomenti disciplinari è concordata all’interno del Collegio Docenti, tenendo conto della Circolare ministeriale n. 131 del 3 maggio 1986: “Fermo restando il carattere di libera programmazione, queste attività culturali e di studio devono concorrere al processo formativo della personalità degli studenti.

Attività di studio e/o di ricerca individuali con assistenza di personale docente

Le attività didattiche di questa opzione sono libere e non prevedono alcun programma, ma avviene con l’assistenza di personale messo a disposizione dall’Istituto e scelto all’interno del corpo docente. L’insegnante però non vota e non esprime giudizi durante gli scrutini.

Libera attività di studio e/o ricerca individuali senza assistenza di personale docente

La libera attività di studio e/o ricerca individuali senza assistenza di personale docente può essere svolta dagli alunni che non scelgono le prime due opzioni, perché per scelta entrano in seconda ora (scuola secondaria) o in terza ora (scuola primaria) o escono anticipatamente non frequentando le ore di ICR e delle Attività alternative a questa. Per queste attività l’Istituto può mettere a disposizione gli spazi della biblioteca della scuola fuori l’orario didattico anche contemporaneamente alle attività di ICR o delle Attività alternative.

Non frequenza della scuola nelle ore di insegnamento della religione cattolica

L’opzione potrà essere attuata previa sottoscrizione delle indicazioni per iscritto dal genitore o da esercita la patria podesta dell’alunno minorenne relative alle modalità di uscita dell’alunno dalla scuola, secondo quanto previsto con la C.M. n. 9 del 18/1/1991. Lo studente non partecipa ad alcuna attività didattica.

L’organizzazione dell’Attività alternativa all’IRC

La presenza dell’Attività alternativa è ormai da ritenersi obbligatoria da parte delle scuole, non solo perché prevista dalla normativa vigente (Legge 121 del 25/03/1985 art. 9 punto 2, C.M. 316 del 28/10/1987), ma anche perché vi sono state alcune sentenze (TAR del Lazio sentenza 15 novembre 2010, n. 33433, Consiglio di Stato sentenza n. 2749 del 16 marzo 2010) che vincolano le scuole ad organizzare queste attività didattiche.

Attivazione e presenza nel PTOF

La disciplina alternativa all’IRC deve essere individuata dal Collegio dei Docenti che approverà un’attività didattica con un preciso programma, scelta tra uno o più progetti presentati dai docenti. La programmazione deve essere inserita all’interno del POF perché quando un genitore compila il modulo di iscrizione a febbraio deve poter conoscere le proposte didattiche della scuola per questa attività. Relativamente alle esigenze connesse con lo svolgimento dello studio o delle attività individuali per gli alunni che ne facciano richiesta, il Dirigente Scolastico deve sottoporre all’esame ed alle deliberazioni degli organi collegiali la necessità di attrezzare spazi, ove possibile, nonché organizzare servizi, assicurando idonea assistenza agli alunni quale preciso obbligo dell’istituzione scolastica

Modalità di scelta ed organizzazione della materia alternativa alla R.C.

Al momento dell’iscrizione il genitore compie la scelta se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della Religione Cattolica.
La scelta è valida per l’intero periodo di permanenza nell’istituto e, nel caso di consiglio al passaggio nel nuovo ordine di studi per il triennio della Scuola Secondaria di I grado; solo per validi motivi espressi al Dirigente Scolastico è possibile recedere da tale scelta entro il mese di febbraio. Le famiglie possono scegliere una delle tre opzioni offerte: uscita anticipata, laddove la collocazione oraria della materia lo permetta. La scheda che alleghiamo mostra quanto sia assolutamente efficace la scuola italiana e all’altezza delle sfide che l’attendono. Il documento elaborato dall’Istituto Comprensivo Piazza – De Cupis di Roma, diretto con particolare competenza e professionalità dalla dirigente scolastica professoressa Lucia De Michele, ha dato vita ad un modello di progettazione della disciplina Alternativa all’Insegnamento della Religione Cattolica di grande valore educativo, metodologico e operativo.

Indicatori del documento di valutazione

Sul documento di valutazione verranno inseriti gli indicatori di valutazione. Nel caso del progetto che proponiamo, questi sono:

1) Conoscere i contenuti principali trattati nelle varie educazioni;

2) Rispettare e maturare comportamenti etici e pro-sociali.

Finalità

Contribuire alla formazione globale della persona, attraverso la promozione e la valorizzazione delle diversità culturali, favorendo la riflessione sui temi della convivenza civile, del rispetto degli altri, della scoperta della regola come valore che sta alla base di ogni gruppo sociale, dell’amicizia, della solidarietà, sviluppando atteggiamenti che consentano il prendersi cura di sé, dell’altro, dell’ambiente e del mondo in cui viviamo (ed. stradale, ed. alla salute, ed. all’affettività, ed. alimentare, ed. alla convivenza civile ed. ambientale)

L’alunno straniero

Qualora l’alunno interessato a svolgere l’attività alternativa alla religione fosse di origini straniere, non italofono, appena inserito nella scuola italiana, a prescindere dalla classe di frequenza, si predisporrà almeno temporaneamente, una programmazione di alfabetizzazione culturale al fine di garantire all’alunno la conoscenza fondamentale della lingua italiana come mezzo indispensabile per ogni forma di comunicazione e apprendimento.

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