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Attività aggiuntive retribuite insegnante, rientrano nella contribuzione ai fini della pensione?

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Come influiscono sulla pensione le attività aggiuntive retribuite che prestano i docenti per la scuola?

Molto spesso ci si chiede se quello che non rientra nel lavoro ordinario è valutato ai fini della pensione. Scopriamolo rispondendo alla domanda di una nostra lettrice che ci  chiede:

Più volte mi sono chiesta e ho chiesto senza avere chiarezza o una risposta coerente, se nel caso in cui un insegnante avendo svolto attività aggiuntive e/o di collaborazione con l’ufficio di Presidenza e avendo ricevuto, prima che uscisse lo statino unificato, il compenso delle ore extra con un bonifico bancario, le trattenute ai fini pensionistici saranno computate nel trattamento pensionistico o questo sarà equiparato a quello di un docente che ha svolto normalmente le ore previste dal contratto nazionale?

Inoltre nel caso in cui la risposta fosse favorevole al computo, questo sarà fatto a cura dell’Istituto pensionistico perché ha registrato le trattenute fiscali di volta in volta nel profilo previdenziale del lavoratore oppure è premura dell’interessato farne richiesta al di fuori della presentazione del quadro pensionistico ?

Spero di essere stata chiara.

Attività aggiuntive docente

Tutto ciò che la scuola retribuisce e su cui effettua delle trattenute rientra nello stesso flusso di pagamenti sui quali vengono versati i contributi. E questi fanno cumulo insieme a quelli che riceve per lo stipendio “ordinario”.

Le trattenute che le vengono effettuate, quindi, su questi pagamenti per attività aggiuntivi, si sommano a quelle dello stipendio ordinario creando, di fatto, somme aggiuntive da versare a titolo di contributi. Ed è compito del datore di lavoro il versamento. L’insegnante che effettua, quindi, attività aggiuntive retribuite (anche separatamente) verserà sicuramente più contributi rispetto al collega che svolge solo le ore normalmente previste dal contratto di lavoro.

E non c’è nessun bisogno di fare richiesta di riconoscimento di questi contributi perchè, al momento del pagamento del compenso è lo stesso datore di lavoro che versa i contributi dovuti sul suo profilo pensionistico INPS e li troverà, quindi, sommati automaticamente a quelli spettanti per il suo normale orario di lavoro. Purtroppo non sono “visibili” separatamente ma se prende un suo estratto conto contributivo potrà vedere il totale delle competenze su cui sono stati calcolati i contributi di quel periodo preso in esame.

Le faccio un esempio pratico con cifre, ovviamente, prese a caso. Diciamo che la sua retribuzione imponibile previdenziale ordinaria sia per l’anno 2021 di 30.000, ma lei sa di aver svolto attività aggiuntive per 1.500. Nella retribuzione imponibile dell’estratto conto troverà 31.500 euro ed i contributi versati su questa retribuzione (il 33%).

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