Attività aggiuntive per gli insegnanti: val la pena se poi i soldi si restituiscono con il conguaglio fiscale a febbraio? Lettera

di redazione
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Libero Tassella – I docenti che hanno sforato i 26.001 euro nel 2017, con lo stipendio di febbraio 2018, hanno dovuto restituire il meccanismo previsto da Renzi in occasione delle Europee e cioè il contributo di 80 euro netti mensili (una sorta di sconto sulle tasse) nella fascia di reddito da 8.174 euro a 24 .000 euro, che si riduce poi proporzionalmente fino ad estinguersi a 26.001 euro.

Quindi gli insegnanti che hanno percepito il suddetto contributo, nel caso di sforamento dei 26000 euro , per salario aggiuntivo ( FIS, bonus, progetti vari ) nel 2017 hanno dovuto restituire, con lo stipendio di febbraio, il bonus.

In pratica questi docenti hanno svolto, a conti fatti, le loro attività aggiuntive nel 2017 gratis o quasi gratuitamente.

Per il 2018, con il Def del dicembre 2017, sono stare aumentate ,con uno stanziamento ad hoc, di 600 euro, le soglie per percepire il bonus. Quindi il nuovo limite sarà nel 2018 di 26.601 euro.

Superata questa soglia si perde il bonus. Quindi attenzione ad ingozzarsi di attività aggiuntive.

Questo si è reso necessario altrimenti il già vergognoso aumento contrattuale dei 40 euro netti medi di cui al CCNL 2018 sarebbe stato annullato anzi molti docenti avrebbero avuto una spiacevole beffa.

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