Attivare percorsi musicali (artt. 1 e 2 D.I.), qual è la procedura? L’esempio di “stralcio di PTOF” che deve allegarsi alla richiesta autorizzativa

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Come abbiamo avuto modo di sottolineare nel precedente articolo, ogni istituzione scolastica statale può richiedere l’attivazione di percorsi a indirizzo musicale che prevedono, per ciascun anno di corso, gruppi di alunni, suddivisi in quattro sottogruppi, ciascuno corrispondente a una diversa specialità strumentale; i gruppi sono costituiti rispettando i parametri numerici fissati dall’articolo 11 del Decreto del Presidente della Repubblica, 20 marzo 2009, n. 81, dopo la costituzione delle classi ai sensi dei medesimi parametri. I nuovi percorsi possono anche non essere più costituiti con alunni appartenenti alla stessa classe, ma con gruppi di ragazzi provenienti da diverse sezioni.

Il regolamento è propedeutico all’avvio delle procedure di iscrizione

L’istituzione scolastica che è intenzionata ad attivare i nuovi percorsi a indirizzo musicale (di cui agli articoli 1 e 2 del citato decreto ministeriale 176/2022) deve, necessariamente, dotarsi di uno specifico regolamento che individui chiaramente e in maniera inequivocabile i criteri organizzativi dei percorsi a indirizzo musicale. Solo per evitare che la cosa sfugga io che non sia stata sufficientemente chiara nel precedente articolo si rammenta che le istituzioni scolastiche interessate all’avvio di tale percorso dovranno dotarsi del regolamento di cui alla previsione normativa dell’articolo 6 del decreto ministeriale 176/2022 ancora prima dell’avvio delle procedure di iscrizione relative all’anno scolastico 2023/2024.

Tale regolamento, un cui modello abbiamo offerto nel precedente articolo, deve determinare:

  1. l’organizzazione oraria dei percorsi;
  2. i posti disponibili per la frequenza ai percorsi a indirizzo musicale distinti per specialità strumentale e anno di corso;
  3. le modalità di svolgimento della prova orientativo-attitudinale e i criteri di valutazione degli esiti ai fini dell’assegnazione degli alunni alle diverse specialità strumentali;
  4. le modalità di svolgimento della prova orientativo-attitudinale per gli alunni con disabilità e con disturbo specifico dell’apprendimento;
  5. le modalità di valutazione degli apprendimenti nel caso in cui le attività siano svolte da più docenti;
  6. le modalità di costituzione della commissione esaminatrice della prova orientativo-attitudinale;
  7. i criteri per l’individuazione degli alunni assegnati ai docenti di strumento musicale, tenuto conto dell’organico assegnato e del modello organizzativo adottato;
  8. i criteri per l’organizzazione dell’orario di insegnamento dei docenti di strumento musicale funzionale alla partecipazione alle attività collegiali;
  9. le eventuali forme di collaborazione, in coerenza con il Piano delle Arti di cui all’articolo 5 del decreto legislativo n. 60/2017, con i Poli ad orientamento artistico e performativo, disciplinati dal decreto ministeriale 16/2022;
  10. le eventuali modalità di collaborazione dei docenti di strumento per lo svolgimento delle attività di formazione e di pratica musicale nella scuola primaria, ai sensi del decreto ministeriale 31 gennaio 2011, n. 8 nel rispetto di quanto previsto dalla contrattazione collettiva.

Autorizzazione dell’attivazione o conversione dei percorsi

Spetta all’Ufficio Scolastico Regionale, dopo un’attenta e accurata istruttoria avviata, condotta e conclusa dagli Ambiti Territoriali, autorizzare i percorsi a indirizzo musicale delle istituzioni scolastiche statali, nei limiti (quindi senza ulteriore incremento, naturalmente) dell’organico dell’autonomia assegnato alla regione, al fine di garantire il riequilibrio territoriale dell’offerta su tutto il territorio regionale. L’autorizzazione dei percorsi, a differenza che nella disciplina previgente, è, dunque, in capo agli Uffici Scolastici Regionali, in base all’ordine di priorità di cui all’art. 12 che qui si ricorda ai fini di una migliore cognizione della procedura:

  • conversione dei corsi a indirizzo musicale già attivati ai sensi del decreto ministeriale 201/1999 in percorsi a indirizzo musicale, alle condizioni previste dal presente decreto;
  • mantenimento di più percorsi a indirizzo musicale nella stessa istituzione scolastica, ove già presenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, qualora siano rispettati i parametri di costituzione delle classi o dei gruppi di alunne e alunni secondo quanto previsto dall’articolo 2;
  • attivazione di un solo percorso musicale per istituzione scolastica richiedente, in caso di nuova istituzione, con precedenza per le richieste di specialità strumentali non presenti o poco diffuse nell’offerta formativa territoriale;
  • attivazione di percorsi a indirizzo musicale presso istituzioni scolastiche afferenti a bacini provinciali ove tali percorsi non siano già istituiti o siano presenti in numero limitato;
  • attivazione del percorso a indirizzo musicale presso le istituzioni scolastiche che abbiano valorizzato nell’ultimo triennio nell’ambito dell’offerta formativa l’esercizio della pratica musicale.

Il Dirigente Scolastico e il Piano Triennale dell’Offerta formativa

Quali sono i compiti dei Dirigenti scolastici? In tal senso è molto chiara la nota a firma del dott. Marco Anello, brillante dirigente dell’Ufficio IV – Personale della scuola e Affari legali dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia che ricorda “i Dirigenti Scolastici delle istituzioni statali interessate (scuole secondarie di I grado e istituti comprensivi) produrranno istanza che dovrà contenere una sintetica relazione di accompagnamento relativa alle
condizioni di diffusione e valorizzazione della pratica musicale nella scuola e nel territorio di riferimento e corredata dei seguenti allegati:

  • Delibera del Collegio docenti e del Consiglio d’istituto;
  • Regolamento di organizzazione dei percorsi di cui all’art.6 del D.I. citato;
  • Eventuali forme di collaborazione di cui ai punti i) e J) del Decreto contenute nel PTOF;
  • Stralcio del PTOF circa la diffusione e valorizzazione della pratica musicale nella scuola e nel territorio di riferimento.

Dunque, non solo va allegato lo “Stralcio del PTOF” ma diventa lo stesso indispensabile ai fini del percorso autorizzativo e non solo per quello anche per avviare le iscrizioni. In questo senso proponiamo il PTOF dell’istituto Comprensivo Statale “Crosia Mirto” di Crosia Mirto in provincia di Cosenza guidato con magistrale competenza dal Dirigente Scolastico dott.ssa Rachele Anna Donnici che ancora una volta è da considerare come eccellente esempio di “Ottima scuola”. Quegli esempi che fanno la differenza. Per ricordare la sua indispensabilità basta fare riferimento a quanto, appositamente, evidenziato nella nota 22536 del 5 settembre 2022 con oggetto “decreto interministeriale 1° luglio 2022, n. 176 – Disciplina dei percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di primo grado” che, tra l’altro, recita “I percorsi a indirizzo musicale, che costituiscono parte integrante del Piano triennale dell’offerta formativa dell’istituzione scolastica, in coerenza con il curricolo di istituto e con le Indicazioni nazionali di cui al D.M. n. 254/2012, concorrono all’acquisizione del linguaggio musicale da parte degli alunni, integrando gli aspetti tecnico-pratici con quelli teorici, lessicali, storici e culturali attraverso l’insegnamento dello strumento musicale e della disciplina di musica”.

28.12.2022 – PTOF – VA INSERITO ALLA DOMANDA PER AUTORIZZAZIONE INDIRIZZO MUSICALE

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