Atti vandalici ad Ischia. I presidi: le nostre scuole educano, ma le famiglie?

di redazione
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Con le torridi notti estive ad Ischia ci si interroga se la ragione delle bravate di orde di ragazzi maleducati sia anche nella cattiva educazione da parte delle famiglie. 

Stando alla cronaca locale de “Il Golfo 24.it“, residenti e turisti assistono spesso a spettacoli indegni da parte di ragazzini, a volte ancora piccoli, che tirano fino alle ore piccole, intenti a gettare elettrodomestici nei dirupi, gettare tavoli in strada e quant’altro.

Il giornale online è andato a sentire il parere della dirigente scolastica, Assunta Barbieri, su come sia possibile una simile deriva da parte delle generazioni più giovani.

Secondo la preside si è “di fronte a una vera e propria deriva che si è ormai sedimentata in un’emergenza educativa che non può più essere ignorata. I ragazzi con buona probabilità non si rendono nemmeno conto della gravità delle loro azioni“.

Tanta superficialità, nel parere della preside, non si riscontra a scuola dove i ragazzi appaiono completamente diversi. Secondo la preside il problema risiede in famiglia e precisamente nel rapporto sempre più inconsistente fra genitori e figli.

La dichiarazione della preside ha trovato un’eco in quella del suo collega Mario Sironi: “Forse – chiarisce il preside ischitano – proprio l’indole antiquata che molte persone indicano come un difetto, fa della scuola un baluardo di educazione fondamentale. La scuola trasmette valori, regole precise di comportamento, quasi come un’oasi disperata di piccole regole, un faro in un mondo dove a dettare legge ci sono i Social con la continua messa in scena di cattivi esempi. La scuola educa nonostante un mondo profondamente diseducativo. La scuola rimane il luogo privilegiato dove si impara come ci si comporta, si assimilano le regole del vivere civile, dello stare assieme agli altri e rispettarli, lottando contro l’indifferenza. Per recuperare questi ragazzi ed evitare di continuare a vedere atti di conclamata maleducazione la scuola deve continuare a svolgere, bene, il proprio lavoro. Perché imparare a studiare – conclude il preside Sironi – è un modo e per educarsi e rispettare le regole“.

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