Atti di bullismo a scuola e tramite Whatsapp, per gelosia: applicato DL Caivano su una studentessa

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L’escalation è stata attribuita ad un ragazzo che interessava ad entrambe le studentesse. Esasperata dalle continue intimidazioni, la giovane vittima ha raccontato tutto ai genitori, che hanno poi contattato la Questura.

La vita di una studentessa emiliana è stata segnata da continui atti di bullismo. La persecutrice, definita “baby bulla”, ha tormentato la vittima con insulti, vessazioni, e minacce. Gli episodi sono avvenuti sia nei corridoi della scuola sia tramite chat di WhatsApp. Le minacce comprendevano frasi come “Te la farò pagare” e “La prossima volta ti picchio”.

L’escalation di bullismo è stata attribuita a una questione di gelosia per un ragazzo che interessava entrambe le studentesse. Esasperata dalle continue intimidazioni, la giovane vittima ha raccontato tutto ai genitori, che hanno poi contattato la Questura. Il questore su proposta della Divisione Anticrimine, ha emesso un provvedimento di ammonimento per stalking nei confronti della giovane persecutrice. Questo provvedimento è stato uno dei primi applicati in Italia secondo la nuova normativa del decreto legge “Caivano”, mirato a contrastare il disagio giovanile, la povertà educativa e la criminalità minorile.

L’ammonimento serve a tutelare i minorenni vittime di bullismo e cyberbullismo, cercando di indurre i bulli a cessare i loro comportamenti. In assenza di reati perseguibili d’ufficio o di querela formale, i genitori della vittima possono richiedere un ammonimento al Questore. La normativa prevede anche la possibilità di multare i genitori dei bulli o cyberbulli. Nel caso specifico, la persecuzione della giovane vittima era avvenuta sia all’interno della scuola che attraverso i social network, rendendo la sua vita molto difficile.

Non sono emersi episodi di aggressione fisica, e i provvedimenti di ammonimento adottati quest’anno sono in calo rispetto allo stesso periodo del 2023. Nei primi tre mesi del 2023, erano stati emessi 7 provvedimenti per atti persecutori e 2 per violenza domestica, mentre nello stesso periodo del 2024 sono stati emessi 3 provvedimenti per atti persecutori e 2 per violenza domestica.

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