Impronte digitali e videosorveglianza per presenze, Garante: eccessivo l’uso congiunto di due sistemi. Altri dubbi

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Il Servizio Studi della Camera e del Senato ha pubblicato un dossier relativo al disegno di legge “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”.

Rilevazione presenze con sistemi biometrici e videosorveglianza

Il succitato disegno di legge prevede la rilevazione delle presenze del personale della pubblica amministrazione tramite sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi.

Restano esclusi dai succitati controlli i docenti, mentre i dirigenti scolastici e il personale ATA vi saranno soggetti, cosa questa che ha scatenato diverse polemiche per la peculiarità del lavoro in ambito scolastico, non solo per i dirigenti ma anche per gli ATA.

Rilevazione presenze con sistemi biometrici e videosorveglianza, Garante: eccessivi

Il Servizi Studi ricorda quanto affermato dal Garante nell’audizione del 27/11/2018 riguardo alla misure in oggetto.

Il Garante ha evidenziato che l’impiego contestuale di sistemi di verifica biometrica e videosorveglianza vada oltre i limiti imposti dalla stretta necessità del trattamento rispetto al fine perseguito:

se  “presupposto per l’introduzione di un sistema di attestazione della presenza in servizio così invasivo quale quello biometrico è la sua ritenuta efficacia e affidabilità, ne consegue necessariamente l’ultroneità del ricorso contestuale alla videosorveglianza, che nulla potrebbe aggiungere in termini di contrasto di fenomeni elusivi

La videosorveglianza, dunque, non può aggiungere nulla, in tema di contrasto ai fenomeni elusivi, rispetto alla verifica biometrica.

Rilevazione presenze con sistemi biometrici, Garante: sproporzionata rispetto allo scopo

Il Garante, ricorda ancora il Servizio Studi, ha giudicato non conforme al canone di proporzionalità, come declinato dalla giurisprudenza europea, l’introduzione sistematica, generalizzata e indifferenziata per le pubbliche
amministrazioni di sistemi di rilevazione delle presenze tramite identificazione biometrica, in relazione ai vincoli posti dall’ordinamento europeo sul punto a fronte dell’invasività di tali forme di verifica e delle implicazioni derivanti dalla particolare natura del dato.

Per il Garante, quindi, il sistema di verifica biometrica introdotto in tutte le pubbliche amministrazioni indistintamente è sproporzionato rispetto allo scopo e pertanto si potrebbe far ricorso a sistemi meno invasivi, eccetto i casi un cui il predetto sistema si ritenga necessario:

Per realizzare il condivisibile fine del contrasto dell’assenteismo e della falsa attestazione della presenza in servizio dovrebbe, pertanto, farsi previo ricorso a misure meno limitative del diritto alla protezione dei dati, utilizzando i sistemi di rilevazione biometrica, in presenza di fattori di rischio specifici, qualora soluzioni meno invasive debbano ragionevolmente ritenersi inidonee allo scopo”.

Da quanto riportato nel dossier del Servizio Studi di Camera e Senato, in conclusione, lo stesso Garante ha manifestato diverse perplessità in merito.

Il dossier

Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione