Meno scontata la nascita del Governo e la nomina del ministro dell’Istruzione

di Elisabetta Tonni
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Potrebbero essere state inutili le parole di Savona sulla creazione di una scuola europea per una cultura comune. Avanza il pessimismo sulla nascita del prossimo Governo e di conseguenza sulla nomina del ministro dell’Istruzione.

L’arrivo di Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio incaricato, al Quirinale per presentare la lista dell’Esecutivo è stato preceduto dagli incontri, tenuti segreti fino all’ultimo, con il presidente Mattarella di Matteo Salvini, poi di Luigi di Maio.

Proprio nel momento in cui sembrava tutto fatto per la nascita del nuovo esecutivo, sono emersi segnali che registrerebbero un’inversione di tendenza.

A distendere il clima sembrava che fossero state le dichiarazioni rilasciate con un comunicato stampa di Paolo Savona, il designato al ministero dell’Economia, la cui nomina aveva creato uno stallo nella procedura e portato a un braccio di ferro, per la sua posizione antieuro e antieuropeista, fra i leader di Lega e M5S con il Quirinale.

Le parole di Savona sulla scuola

Savona, oltre a rassicurare sulle posizioni europee, “Vogliamo un’Europa più forte, ma più equa“, si è pronunciato anche sulla scuola, dicendo di voler “Creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune, che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica“. Oltretutto, tali dichiarazioni sembrerebbero in linea con l’agenda europea di Göteborg sulla cultura.

I nomi dei candidati al Miur

Con l’avvicinarsi della consegna della lista dei Ministri al presidente Mattarella, torna a prendere quota il nome di Mario Pittoni della Lega per il dicastero di viale Trastevere. Il suo nome è sempre stato fra i papabili, soprattutto dopo che in questi 85 giorni si sono tirati fuori Vincenzo Spadafora (M5S) e Bianca Laura Granato (M5S) e sembrano essere passati in secondo piano i nomi di Michela Montevecchi (M5S), Gianluca Vago (gradito a Lega e M5S), Alberto Bagnai (il secondo nome in quota Lega) e Salvatore Giuliano (M5S).

Il comunicato stampa di Paolo Savona

Nel comunicato, Paolo Savona ha messo il tema della scuola come primo punto nell’elenco inserito del testo. Ecco quanto scritto: “Non sono mai intervenuto in questi giorni nella scomposta polemica che si è svolta sulle mie idee in materia di Unione Europea e, in particolare, sul tema dell’euro, perché chiaramente espresse nelle mie memorie consegnate all’Editore il 31 dicembre 2017, circolate a stampa in questi giorni, in particolare alle pagine 126-127. Per il rispetto che porto alle Istituzioni, sento il dovere di riassumerle brevemente:

Creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica.

– Assegnare alla BCE le funzioni svolte dalle principali banche centrali del mondo per perseguire il duplice obiettivo della stabilità monetaria e della crescita reale.

– Attribuire al Parlamento europeo poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale.

– Conferire alla Commissione Europea il potere di iniziativa legislativa sulle materie di cui all’art. 3 del Trattato di Lisbona.

– Nella fase di attuazione, prima del suo scioglimento, assegnare al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo compiti di vigilanza sulle istituzioni europee per garantire il rispetto degli obiettivi e l’uso dei poteri stabiliti dai nuovi accordi.

Per quanto riguarda la trasposizione di questi miei convincimenti nel programma di Governo non posso che riferirmi al contenuto del paragrafo 29, pagine 53-55, del Contratto stipulato tra la Lega e il M5S, nel quale vengono specificati gli intenti che verranno perseguiti dal Governo che si va costituendo “alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni“; queste inducono a chiedere all’Unione Europea “la piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo” che nel testo che segue vengono specificati.

Anche per le preoccupazioni espresse nel dibattito sul debito pubblico e il deficit il riferimento d’obbligo è il paragrafo 8 di pagina 17 del Contratto in cui è chiaramente detto che “L’azione del Governo sarà mirata a un programma di riduzione del debito pubblico non già per mezzo di interventi basati su tasse e austerità – politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo – bensì per il tramite della crescita del PIL, da ottenersi con un rilancio della domanda interna dal lato degli investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno del potere di acquisto delle famiglie, sia della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni.”

Spero di aver contribuito a chiarire quali sono le mie posizioni sul tema dibattuto e quelle del Governo che si va costituendo interpretando correttamente la volontà del Paese. Sintetizzo dicendo: Voglio un’Europa diversa, più forte, ma più equa”.

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