Attenzione all’utilizzo della caffetteria sul fornello a scuola, è attività pericolosa. Sentenza

In tante scuole c’è l’abitudine nei locali scolastici di prepararsi il caffè, o un tè, per una pausa voltante. Ma a volte può capitare l’imprevisto che può portare a delle conseguenze infelici. Come quelle trattate nel caso della sentenza che ora si commenta.
Il fatto
La Corte d’Appello in parziale accoglimento dell’appello proposto da un lavoratore avverso la sentenza del Tribunale della stessa sede che aveva rigettato tutte le domande, ha condannato il Ministero dell’Istruzione al risarcimento dei danni patiti dall’appellante in conseguenza dell’infortunio sul lavoro verificatosi. La Corte territoriale ha premesso in fatto che l’appellante, dipendente di un Comune con qualifica e mansioni di operatore scolastico, mentre prestava servizio presso la scuola elementare era stata attinta al volto da una caffettiera esplosa durante la preparazione del caffè, che stava avvenendo, ad opera di soggetti non identificati, all’interno del locale utilizzato dal personale ausiliario. Il giudice d’appello, per quel che ancora rileva in questa sede, ha ritenuto che l’infortunio fosse avvenuto in occasione di lavoro, in quanto la dipendente era intenta a svolgere le proprie mansioni, ed ha escluso il rischio elettivo perchè l’azione che aveva determinato l’evento non era stata compiuta dalla ricorrente, la quale non aveva posto in essere alcuna condotta, volontaria ed abnorme, idonea ad interrompere il nesso causale. La Corte ha ritenuto che la responsabilità dell’incidente dovesse essere addebitata al Ministero e non al Comune.
Il DS ha l’obbligo di vigilare affinchè nell’ambiente di lavoro non si verifichino situazioni pericolose
Nella sentenza della Cass. civ. Sez. lavoro, Ord., (ud. 17-07-2020) 22-10-2020, n. 23146 si legge che la sentenza impugnata dal Ministero “ non è affetta dal vizio di violazione di legge denunciato perchè correttamente ha ritenuto, da un lato, di valorizzare la richiamata scissione fra rapporto organico e rapporto di servizio e, dall’altro, che gravasse sul Ministero, il quale per il tramite del dirigente scolastico gestiva l’organizzazione dell’istituto, l’obbligo di vigilare affinchè nell’ambiente di lavoro non si realizzassero situazioni pericolose”. Dunque il DS deve verificare che l’utilizzo della caffettiera a scuola rispetti i parametri di legge e non possa determinare situazioni di pericolo, in caso contrario la scuola potrà essere ritenuta responsabile.
La scuola ha l’obbligo di garantire la sicurezza dei propri dipendenti
Confermano i giudici che “l’obbligo di sicurezza non fa capo solo al titolare del rapporto organico bensì si inserisce nel sinallagma del rapporto di servizio e, pertanto, ha natura contrattuale e resta disciplinato dall’art. 2087 c.c., oltre che dalla normativa speciale dettata a tutela della salute dei lavoratori”.
La condotta incauta del lavoratore non basta ad esonerare il datore di lavoro dalle sue responsabilità
Affermano i giudici che è applicabile alla fattispecie il principio di diritto, affermato già dalla Cassazione secondo cui “in materia di infortuni sul lavoro, al di fuori dei casi di rischio elettivo, nei quali la responsabilità datoriale è esclusa, qualora ricorrano comportamenti colposi del lavoratore, trova applicazione l’art. 1227 c.c., comma 1, tuttavia, la condotta incauta del lavoratore non comporta un concorso idoneo a ridurre la misura del risarcimento ogni qual volta la violazione di un obbligo di prevenzione da parte del datore di lavoro sia munita di incidenza esclusiva rispetto alla determinazione dell’evento dannoso; in particolare, tanto avviene quando l’infortunio si sia realizzato per l’osservanza di specifici ordini o disposizioni datoriali che impongano colpevolmente al lavoratore di affrontare il rischio, quando l’infortunio scaturisca dall’integrale impostazione della lavorazione su disposizioni illegali e gravemente contrarie ad ogni regola di prudenza o, infine, quando vi sia inadempimento datoriale rispetto all’adozione di cautele, tipiche o atipiche, concretamente individuabili, nonchè esigibili ex ante ed idonee ad impedire, nonostante l’imprudenza del lavoratore, il verificarsi dell’evento dannoso” (Cass. n. 30679/2019);
L’utilizzo della caffettiera sul fornello a scuola può essere attività pericolosa
Concludono i giudici rilevando che “la Corte territoriale, con accertamento di fatto non censurabile in questa sede, ha escluso il rischio elettivo, perchè la caffettiera esplosa era stata posta sul fornello non da terzi non identificati, ed ha anche ritenuto provato che l’attività pericolosa si svolgeva in modo sistematico all’interno dell’istituto, sicchè, evidentemente, il datore di lavoro, che non l’aveva impedita, era venuto meno al suo dovere di vigilare e di emanare specifiche direttive volte a prevenire il verificarsi di eventi dannosi”.