Attenzionare situazione laureati in SFP e non solo quella dei diplomati magistrale. Lettera a Di Maio

di redazione
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inviato da Marianna Caprio – Egregio Onorevole Di Maio, sono Marianna Caprio una sua quasi compaesana in quanto residente a Marigliano, città vicina alla sua amata Pomigliano.

Sono stata felice di aver votato il 4 di Marzo 2018 il Movimento Cinque Stelle perché credo in una politica di cambiamento… in un governo cioè che sostiene sempre i diritti del suo popolo. Come cittadina italiana anche io voglio esprimere le mie preoccupazioni dato che sono una ragazza che, nonostante la sua malattia, con forza e determinazione si è laureata a pieni voti e in breve tempo e che si aspetta la giusta ricompensa per i suoi sacrifici. Ma a quanto para però, il mio futuro lavoro sembra dover risultare precario per chissà quanto tempo. Adesso le spiego.

Mi sono laureata in Scienze della Formazione Primaria dopo aver sostenuto più di quaranta esami e quattro anni di tirocinio svolto nelle scuole statali che mi hanno fortemente formata per l’insegnamento. Dai giornali però, ho appreso che molti diplomati magistrali stanno portando avanti una battaglia dopo che il Consiglio di Stato li ha estromessi dalle Graduatorie ad esaurimento.

Mi sento molto vicina a queste persone che risultano precarie da molti anni ma non concepisco come pretendo il ruolo senza aver affrontato un percorso di studio che consentisse loro di accadere a corsi abilitanti o per lo meno quando è stata istituita la laurea in Scienze della Formazione Primaria non abbiano pensato ad acquisire tale titolo dato che il concorso ora si può sostenere solo con la laurea. Sicuramente bisogna risolvere in qualche modo la situazione di questi docenti ma nello stesso tempo penso che noi laureati non dovremmo essere scavalcati per rimanere quindi sempre nell’ombra come fantasmi oppure essere penalizzati dato che di “penalizzazioni” ce ne siamo già prese troppe.

Il diploma magistrale del 2001/2002 infatti, prevedeva un percorso di quattro anni scolastici mentre noi iscritti al Liceo Socio-Psico-Pedagogico abbiamo effettuato un percorso di cinque anni, inoltre se prima il corso di laurea in S.F.P prevedeva un ordinamento quadriennale inclusa la specializzazione per il sostegno, ora e dopo aver superato i test di ingresso per accedere al corso, l’ordinamento è organizzato in cinque anni ad esclusione del sostegno. Ciò significa, che per ottenere questa specializzazione si dovranno superare altri test di ingresso e sostenere altri esami con il rischio di non poter accogliere le supplenze ricevute perché impegnata all’Università.

Io non mi lamento di dover studiare ancora perché penso che il tutto vada sempre a favore della propria preparazione ma le chiedo perché per noi laureati non c’è la possibilità di inserirsi nella GAE pur avendo un percorso di studio più lungo rispetto agli altri.

I media parlano sempre della situazione dei diplomati magistrali ma di noi laureti mai nulla. Inoltre le voglio ricordare che molti di loro hanno accettato il ruolo con riserva pur sapendo che potevano essere licenziati se la sentenza della Corte Costituzionale fosse risultata a loro sfavorevole come poi è avvenuto. Quello che umilmente le chiedo è di porre alla sua cortese attenzione anche la situazione di noi laureati senza, come spesso avviene, tutelare una categoria a discapito di un’altra. Mi farebbe piacere ricevere una sua risposta ma mi accontento anche che legga solo questa lettera.

Distinti Saluti

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