ATA, USB: tagliati 50.000 posti in 3 anni. Ritornare ai vecchi parametri di determinazione degli organici

di redazione
ipsef

USB – Il Governo continua a demolire la Scuola Pubblica. Con la complicità di CGIL, CISL, UIL, Snals e Gilda sta falciando centinaia di migliaia di posti di lavoro. Sta peggiorando le condizioni di lavoro di migliaia di Lavoratori e di studenti che vedono negato il loro diritto ad una Scuola Pubblica, Democratica e Gratuita.

USB – Il Governo continua a demolire la Scuola Pubblica. Con la complicità di CGIL, CISL, UIL, Snals e Gilda sta falciando centinaia di migliaia di posti di lavoro. Sta peggiorando le condizioni di lavoro di migliaia di Lavoratori e di studenti che vedono negato il loro diritto ad una Scuola Pubblica, Democratica e Gratuita.

È proprio nel silenzio generale delle calde giornate estive che si consuma l'ennesimo taglio al personale ATA per il prossimo anno scolastico. È infatti confermato anche dall'ultima relazione della Corte dei Conti il taglio degli organici già ampliamente operato in questi anni e che sembra non avere fine. Il decreto interministeriale MIUR-MEF del giugno 2014 prevede che la dotazione organica venga ridotta gradualmente, lasciando la ridefinizione annuale ad un ulteriore accordo tra MIUR, MEF e Conferenza Stato-Regioni.  Anche quest'anno, nonostante il parere contrario delle Regioni, che hanno chiesto una ridefinizione degli organici legata all'aumento del numero degli alunni, i Dicasteri hanno confermato il piano dei tagli che si concretizza:

•        Nella non assegnazione del direttore dei servizi generali ed amministrativi (DSGA) agli istituti con meno di 600 alunni;
•        Nella sostituzione dei tecnici di laboratorio con gli insegnanti tecnico pratici laddove questi siano in esubero, nonostante il diverso inquadramento contrattuale delle due figure;
•        Nella riduzione degli Assistenti Amministrativi e dei Collaboratori Scolastici negli istituti comprensivi,
•        Nella conferma del blocco delle supplenze per l'A.S. 2016/17.

Si tratta di un taglio reale di 50.000 unità in tre anni ai danni del personale ATA, nonostante un aumento della popolazione scolastica di 8687 unità.

Ancora una volta come USB Scuola ribadiamo che più ATA nelle suole significa:

•        Scuole più sicure con servizi migliori, maggiore vigilanza e primo soccorso;
•        Scuole più pulite perché la riduzione del personale in favore delle ditte esternalizzate comporta, nei fatti, oltre ad un maggiore esborso di danaro pubblico, come più volte dimostrato, un aumento del lavoro per i Collaboratori Scolastici, a parità di orario e di salario. Tale personale ridotto all'osso, quindi, non potrà garantire un livello igienico adeguato;
•        Amministrazioni efficienti: con più personale si garantisce un’amministrazione funzionale. Con la riduzione del personale ed il taglio delle supplenze, le segreterie non possono materialmente garantire il servizio indispensabile ai Lavoratori della Scuola e ai Cittadini ancor più in quanto assistiamo di fatto alla chiusura degli Uffici Scolastici Regionali. 

USB Scuola chiede con forza:
•        L'aumento degli organici del personale ATA mediante il ripristino dei parametri precedenti che tenevano conto anche della locazione logistica e della struttura degli edifici scolastici;
•        L’inserimento in ruolo delle unità effettivamente mancanti per rendere il Servizio Pubblico di Istruzione efficace ed efficiente concretamente e non solamente a slogan;
•        Il rinnovo del CCNL con il giusto inquadramento dei vari profili legato al titolo di studio oggi richiesto per accedere a tali mansioni e graduatorie.

USB Scuola
Propone e chiede ai colleghi di rifiutare la richiesta di lavoro straordinario in modo da far rivelare le enormi falle create dalla scellerata politica di riduzione di organico del personale ATA che si ripercuote anche sull’utenza esterna (alunni e famiglie) e interna (docenti e precari in genere).

USB P.I. Scuola

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