ATA terza fascia: in caso di rettifica punteggio per apparente mancato versamento contributi si può optare per il ricorso

di redazione

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Qualche approfondimento sul problema della rettifica dei punteggi per il personale ATA e conseguente licenziamento. A volte i contributi non figurano all’INPS ma in realtà sono stati versati. 

Una nostra lettrice chiede

Lavoro come AA, e in questi giorni ho letto la risposta data ad una persona che si è ritrovato rettificato il punteggio in buona fede, perché la scuola paritaria non gli aveva versato i contributi. In questo caso come avrebbe dovuto comportarsi la persona? Accettare la rettifica e basta? O poteva fare qualcosa per non vedersi rettificato il punteggio, l’esclusione dalle graduatorie e la perdita della nomina? 

di Giovanni Calandrino – Abbiamo affrontato il problema in una recente scheda “Terza fascia ATA, servizio valido con contributi versati. Di parere diverso alcuni Giudici” la normativa al riguardo è chiara anche una FAQ del AT di Bari (prot. n. 3990/4 del 3.11.14) ribadisce che il servizio valutabile è quello effettivamente prestato o, comunque, quello relativo a periodi coperti da contratto, per i quali vi sia stata retribuzione, anche ridotta. I periodi, invece, per i quali è esclusivamente prevista la conservazione del posto senza assegni, non sono valutabili, con eccezione di quelli attinenti a situazioni, legislativamente o contrattualmente disciplinate (mandato amministrativo, maternità, servizio militare etc.), per le quali il tempo di conservazione del posto senza assegni è computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.

Il servizio svolto nelle scuole paritarie, per essere correttamente valutato, deve essere stato retribuito (con regolare busta paga e relativo versamento dei contributi).

Il controllo puntuale del punteggio è effettuato dalle segreterie solo all’attribuzione del primo incarico di supplenza.

Spesso il cassetto previdenziale non riporta per intero i contributi versati e bisogna attivarsi per mettersi in regola.

Pertanto una volta appurato il mancato versamento dei contributi, la scuola dovrà emettere un decreto di rettifica punteggio con la conseguente ricollocazione nella corretta posizione nelle graduatorie e l’eventuale cessazione immediata della supplenza (se non più avente titolo).

Dunque spetta a lei decidere se affrontare la questione per via giudiziale o meno.

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