ATA, revisione profili. Anief: ricognizione dell’ordinamento professionale, stipendi e titoli di studio richiesti per l’accesso

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Anief – Sono ormai più di 20 anni che si susseguono incontri tra parte pubblica e OO.SS. senza che ciò abbia avuto riflessi positivi sul ruolo e profilo del personale ATA e soprattutto non si è davvero mai giunti ad un dettagliato mansionario che chiarisca in maniera inequivocabile i compiti legati al singolo profilo ed i consequenziali riconoscimenti economici, come avviene in tutte le altre Amministrazioni.

ANIEF è contraria ad una descrizione delle competenze professionali in modo non troppo dettagliato, anzi apertamente favorevoli ad un’articolazione dei profili con un mansionario dettagliato e con un’indicazione delle competenze precise e mirate, secondo livelli di inquadramento professionale ed economico dei dipendenti della funzione pubblica, rispetto ai quali si chiede una nuova equiparazione degli altri comparti ministeriali, sulla base di quanto previsto dall’art. 52 del d. lgs 165/2001

Sono ormai più di 20 anni che si susseguono incontri tra parte pubblica e OO.SS. senza che ciò abbia avuto riflessi positivi sul ruolo e profilo del personale ATA e soprattutto non si è davvero mai giunti ad un dettagliato mansionario che chiarisca in maniera inequivocabile i compiti legati al singolo profilo ed i consequenziali riconoscimenti economici, come avviene in tutte le altre Amministrazioni. Ciò a nostro avviso genera confusione tra il personale ATA e soprattutto svolgimento di mansioni non corrispondenti né al profilo stesso né al titolo di accesso, oltre a continue imposizioni lavorative da parte dei Dirigenti e dei DSGA.

Da ciò discenderebbe anche la necessità di equiparazione delle posizioni economiche con il personale sia di altre Amministrazioni statali che con il personale scolastico il quale, in virtù dello stesso titolo di studio (titolo di accesso per gli ATA sin dal 2012: diploma di istruzione di II grado), viene collocato in una tabella di livello superiore: si pensi agli ITP o ai docenti diplomati di scuola dell’infanzia e primaria nel 6° livello, mentre il personale ATA raggiunge al massimo il 4° livello.

Nel dettaglio un’analisi riguardo le proposte ARAN

Riduzione delle attuali aree dei profili del personale ATA, passando a 4 aree totali con accorpamento A e AS, con mantenimento degli attuali titoli di studio: si ritiene che una semplificazione delle aree possa essere di giovamento all’intera organizzazione dei profili ATA purché la scelta proposta (Area unica A/AS) preveda la definizione di un nuovo organico del Collaboratore Scolastico addetto ai Servizi della Persona (AS): dunque due diversi organici e per l’organico AS andrebbe previsto parimenti l’obbligo del possesso di specifico titolo OSA oppure OSS.

Valorizzazione dell’istituto degli incarichi specifici e/o posizioni economiche al fine di risolvere le criticità derivanti dai differenti livelli di responsabilità e disagio con la possibilità di prevedere riconoscimenti particolari attraverso la corresponsione di un trattamento indennitario: si ritiene che l’istituto degli incarichi specifici così come quello delle posizioni economiche debba essere totalmente revisionato e definito attraverso dei corsi di formazione legati alle competenze e non all’anzianità di servizio e le risorse da destinare alle posizioni economiche debbano essere fisse e continuative, con una nuova ridefinizione degli importi. Il personale destinatario di tali benefit dovrà essere soggetto a delle verifiche sul mantenimento delle competenze specifiche e sottoposto a corsi di aggiornamento. Particolare attenzione dovrà essere posta alla formazione del personale che si occupa dell’assistenza agli alunni disabili. Nello specifico occorre evidenziare che i beneficiari di incarichi specifici devono ricevere chiare indicazioni sulle mansioni da espletare; inoltre non si può più limitare i beneficiari dell’ex art. 7 all’assistenza agli alunni disabili senza una specifica formazione in tal senso (ad esempio possesso di titolo OSA/OSS, Corso Azienda Sanitaria o Corso Regionale qualificante per l’assistenza alla persona). Tale personale andrebbe utilizzato per specifiche e peculiari esigenze dell’Istituzione scolastica di servizio, quali piccola manutenzione, uscite per necessità didattico-organizzative, supporto alla segreteria, riordino archivio, ecc.

Anche relativamente alle posizioni economiche pare necessario prevedere una prova selettiva, una sorta di concorso interno, al fine di consentire agli interessati, una volta superato il periodo di prova, di poter ambire alla posizione desiderata, prescindendo dal solo requisito dell’anzianità: ciò perché vanno riconosciute le vere professionalità e responsabilità di tutti i profili, ma in particola modo per i profili di Area B che nella pratica svolgono già incarichi di livello superiore, tipo, ad esempio, la sostituzione del DSGA.

ANIEF è contraria ad una descrizione delle competenze professionali in modo non troppo dettagliato, anzi apertamente favorevoli ad un’articolazione dei profili con un mansionario dettagliato e con un’indicazione delle competenze precise e mirate, secondo livelli di inquadramento professionale ed economico dei dipendenti della funzione pubblica, rispetto ai quali si chiede una nuova equiparazione degli altri comparti ministeriali, sulla base di quanto previsto dall’art. 52 del d. lgs 165/2001.

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