Ata, revisione dei profili, le proposte di Anief: regolamentare smart working

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Anief – Anief ha partecipato all’incontro del 16 ottobre, all’Aran per presentare un documento di proposte per quanto riguarda la revisione dei profili Ata. Presenti la coordinatrice nazionale Anief Ata, Cristina Dal Pino, la vice presidente Anief Friuli-Venezia Giulia, Teresa Vitiello, e il presidente provinciale Anief Foggia, Giovanni Derrico. Il sindacato ha affermato la necessità di modifiche reali dello stato dell’arte per ciò che concerne il personale Ata.

È inoltre favorevole a un’articolazione dei profili con un mansionario dettagliato e con un’indicazione delle competenze precise e mirate, secondo livelli di inquadramento professionale ed economico dei dipendenti della funzione pubblica, rispetto ai quali si chiede una nuova equiparazione degli altri comparti ministeriali, sulla base di quanto previsto dall’art. 52 del D. lgs 165/2001

Marcello Pacifico (Anief): Il sindacato ritiene prioritario regolamentare lo smart working allo stato delle condizioni attuali, peraltro senza nemmeno una definizione contrattuale, e con i profili professionali bloccati e mai valorizzati. Se quindi si vuole introdurre lo smart working in ambito scolastico, è indispensabile definire una pianificazione delle attività avvalendosi prevalentemente della modalità a distanza, dei contingenti minimi e prevedendo una gestione semplificata, atta a garantire e ad assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica.

Anief ha presenziato all’incontro odierno all’Aran dove ha illustrato il documento di proposte che ha prodotto per quanto riguarda la revisione dei profili Ata. La delegazione Anief era composta da: Cristina Dal Pino, coordinatrice nazionale Anief Ata, Teresa Vitiello, vice presidente Anief Friuli-Venezia Giulia, Giovanni Derrico, presidente provinciale Anief Foggia. Il sindacato ha ribadito la necessità di modifiche reali dello stato dell’arte per ciò che concerne il personale Ata, dichiarandosi favorevole a un’articolazione dei profili con un mansionario dettagliato e con un’indicazione delle competenze precise e mirate, secondo livelli di inquadramento professionale ed economico dei dipendenti della funzione pubblica, rispetto ai quali si chiede una nuova equiparazione degli altri comparti ministeriali, sulla base di quanto previsto dall’art. 52 del D. lgs 165/2001.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ANIEF, PROFESSORE MARCELLO PACIFICO

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha sottolineato come “il sindacato ritenga prioritario regolamentare lo smart working allo stato delle condizioni attuali, peraltro senza nemmeno una definizione contrattuale, e con i profili professionali bloccati e mai valorizzati. Se si vuole introdurre lo smart working in ambito scolastico, è indispensabile definire una pianificazione delle attività avvalendosi prevalentemente della modalità a distanza, dei contingenti minimi e prevedendo una gestione semplificata, atta a garantire e ad assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica”.

LE PROPOSTE DEL SINDACATO

Tra le proposte del sindacato, si reputa opportuna la frequenza di un corso di formazione per tutti gli assistenti amministrativi immessi in ruolo, da terminarsi positivamente prima della conclusione del periodo di prova e che possa garantire l’acquisizione delle professionalità necessarie allo svolgimento della professione. Infatti, già il CCNL del 2007 prevedeva l’istituzione della figura del coordinatore amministrativo e tecnico nelle scuole di ogni ordine e grado, ma ancora ad oggi queste figure professionali di area C non sono mai state attivate. Ora più che mai, sarebbe auspicabile l’introduzione di queste figure professionali, prevedendo anche dei concorsi riservati per gli assistenti tecnici ed amministrativi di ruolo con almeno 36 mesi di servizio.

Allo stesso modo sarebbe auspicabile un ripristino della progressione verticale di carriera, bloccata dai tempi delle selezioni interne del 2010. Anche per il nostro personale andrebbe prevista la mobilità intercompartimentale in uscita che, a causa di bassi livelli stipendiali, ad oggi non permette il passaggio del personale ad altre amministrazioni. Ribadiamo la necessità urgente di istituire la carta Ata per la formazione, come del resto era prevista già nella legge 440/1997 e poi dalla Legge 107/2015.

Si sottolinea anche la necessità di equiparazione delle posizioni economiche con il personale, sia di altre Amministrazioni statali che con il personale scolastico il quale, in virtù dello stesso titolo di studio (titolo di accesso per gli ATA sin dal 2012 – diploma di istruzione di II grado), viene collocato in una tabella di livello superiore: si pensi agli ITP o ai docenti diplomati di scuola dell’infanzia e primaria nel 6° livello, mentre il personale ATA raggiunge al massimo il 4° livello. Opportuno sarebbe anche prevedere l’organizzazione di un mansionario per livello di inquadramento professionale. Inoltre, appare quanto meno anacronistico l’attuale sistema di attribuzione delle posizioni economiche, bloccate dall’anno 2010.

Riguardo la semplificazione dell’organico, per ciò che riguarda la figura del collaboratore scolastico e del collaboratore scolastico addetto ai servizi alla persona, si ritiene che una semplificazione delle aree possa essere di aiuto all’intera organizzazione dei profili ATA, purché la scelta proposta (Area unica A/AS) preveda la definizione di un nuovo organico del Collaboratore Scolastico addetto ai Servizi della Persona (AS): dunque due diversi organici e per l’organico AS andrebbe previsto parimenti l’obbligo del possesso di specifico titolo OSA oppure OSS.

Altro aspetto fondamentale riguarda un’apposita procedura concorsuale riservata per tutti gli assistenti amministrativi che ormai da tempo immemore svolgono la facente funzione di DSGA. L’attuale sistema di reclutamento si è mostrato poco rispettoso delle professionalità acquisite da chi per anni ha mandato avanti le scuole italiane. Tali professionisti della scuola hanno diritto ad un canale riservato di reclutamento, che tenga conto del lavoro svolto e delle competenze ormai maturate sul piano della gestione economica ed amministrativa delle istituzioni scolastiche. Deve essere concesso il part time al DSGA, come previsto nonché legiferato per ogni comparto della pubblica amministrazione. A nostro avviso, sarebbe auspicabile riconoscere una indennità di video terminalista al personale amministrativo, tecnico e DSGA, infatti queste figure prestano mansioni lavorative con uso costante del computer e di altri tipi di videoterminali con orari superiori alle 20 ore settimanali, senza che sia rispettata la pausa imposta dalle norme sulle sicurezza di 15 minuti ogni due ore di lavoro, oltre ad avere in dotazioni strumentazioni informatiche non corrispondenti a quanto previsto D. lgs 81/2008.

Utile ribadire anche, soprattutto alla luce del particolare momento storico che stiamo vivendo, l’attivazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado della figura dell’Assistente Tecnico di area informatica AR02, anche negli istituti professionali.

Inoltre anche l’organico del personale Ata, viste le sue peculiarità specifiche, dovrebbe prevedere un organico di potenziamento, così come il personale docente. Altro nodo cruciale riguarda la possibilità di sostituire gli assistenti tecnici ed amministrativi già dal primo giorno di assenza, in quanto l’attuale situazione normativa, che impedisce alle istituzioni scolastiche di nominare i supplenti, se non per assenze superiori ai ventinove giorni, non è più materialmente sostenibile. Bisogna anche prevedere una strenua opposizione al trasferimento di altre competenze senza un aumento di organico del personale ATA, con copertura integrale del turnover.

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