ATA. L’attuale legislazione li valorizza in caso di concorso

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“Si evidenzia che, sulla base della normativa vigente, è già possibile valorizzare l’esperienza professionale dei soggetti titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa ai fini dell’accesso al pubblico impiego, nel caso di specie attribuendo apposito punteggio nell’ambito delle future procedure di reclutamento per titoli ed esami del personale Ata”.

È quanto ha risposto la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Sesa Amici, all’interrogazione Pd, a prima firma Francesco Ribaudo, in commissione Cultura alla Camera sulle collaborazioni coordinate e continuative nella scuola, nella quale si richiedeva l’adozione di iniziative per stabilizzare, con contratti di lavoro dipendente, circa 900 unità di personale in servizio presso le segreterie delle istituzioni scolastiche con contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co), in scadenza al 31 dicembre 2016 secondo i termini stabiliti dal Jobs Act.

La sottosegretaria ha ricordato come il Jobs Act “ha applicato la disciplina del rapporto di lavoro a tempo subordinato anche ai rapporti di collaborazione” del personale Ata e che non si applica “nei confronti delle pubbliche amministrazioni fino al completo riordino della disciplina dell’utilizzo dei contratti di lavoro flessibile da parte delle stesse, stabilendo comunque che dalla data del 1° gennaio 2017 le pubbliche amministrazioni non possono stipulare contratti di collaborazione”.

Nello specifico, la sottosegretaria ha precisato che “il divieto di stipula di nuovi contratti decorre dal 10 settembre 2017, atteso che i contratti in essere sono stati stipulati dalle istituzioni scolastiche sino al termine dell’anno scolastico (31 agosto 2017)” secondo quanto previsto la legge del 2015 sull’assegnazione delle risorse finanziarie alle scuole entro il mese di settembre per l’intero anno scolastico.

“Si sottolinea – ha continuato la sottosegretaria – “che negli ultimi anni il legislatore ha introdotto diverse misure normative tese a valorizzare l’esperienza professionale dei soggetti titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa ai fini dell’accesso al pubblico impiego”, tra cui la legge di stabilità 2016 che prevede “la possibilità per gli enti del Servizio sanitario nazionale di indire, entro il 31 dicembre 2016, procedure concorsuali straordinarie per l’assunzione di personale medico, tecnico professionale e infermieristico”, riservando fino al 50% dei posti a favore di candidati che abbiano maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni con contratti a tempo determinato, di collaborazione continuata e continuativa o altre forme di rapporto di lavoro flessibile con gli stessi enti.

Infine, la sottosegretaria ha ricordato come l’attuale legislazione in materia di personale Ata “prevede che le amministrazioni pubbliche possono avviare procedure di reclutamento, mediante concorsi pubblici per titoli ed esami, finalizzate a valorizzare con apposito punteggio l’esperienza professionale maturata anche dai soggetti che svolto almeno tre anni di contratto di collaborazione coordinata e continuativa nell’amministrazione che emana il bando”.

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