Ata, il servizio nelle scuole paritarie vale in graduatoria anche se non coperto da contributi. Sentenza Giudice del Lavoro

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Tale principio, expressis verbis, viene ribadito da una recente sentenza del Tribunale del Lavoro di La Spezia su un contenzioso patrocinato dall’avv. Luca Agliocchi.

Con la predetta sentenza, il Tribunale del Lavoro di La Spezia ha dichiarato l’illegittimità di un decreto di rettifica del punteggio della graduatoria emesso da un dirigente scolastico con il quale veniva decurtato il punteggio dichiarato da parte del lavoratore nella domanda di aggiornamento nella III fascia delle graduatorie di Istituto per il personale ATA.

Il Dirigente scolastico, infatti, aveva sia constatato il mancato versamento dei contributi previdenziali da parte dell’Istituto paritario presso il quale il ricorrente aveva prestato servizio, sia contestato la natura del rapporto di lavoro intercorso (parasubordinato), quale forma asseritamente invalida ai fini della maturazione del punteggio.

Quindi aveva emesso un decreto di rettifica del punteggio e conseguentemente un decreto di risoluzione del contratto di lavoro in corso.

Il Giudice del Lavoro di La Spezia, infatti, accogliendo il ricorso proposto dall’avv. Luca Agliocchi e le relative prospettazioni giuridiche correttamente osservava quanto alla natura del rapporto di lavoro intercorso tra il ricorrente e la scuola paritaria presso la quale aveva prestato servizio:

“…Deve peraltro prendersi atto che è in atti certificazione rilasciata dall’Istituto *** in cui si dà atto che la ***  ha prestato servizio come collaboratore scolastico, nei periodi sopra indicati, e non risulta prodotta querela di falso nonostante la certificazione rilasciata dalla scuola paritaria sia atto pubblico (si veda Cass. pen., 22.7/22.9.2015 n. 38466).”

Ora, il DM 30.8.2017 n. 640 prevede (allegato A, lettera F) la valutabilità del servizio prestato presso scuole paritarie, con riduzione alla metà.

La disposizione non prevede che il servizio debba essere prestato a titolo di lavoro subordinato.

D’altra parte, la ratio della norma è evidentemente quella di riconoscere rilievo all’esperienza specifica maturata dal lavoratore, esperienza che ne accresce la professionalità, e la tipologia del contratto in forza del quale il servizio viene svolto appare a tal fine del tutto irrilevante, sicché non appare neppure possibile introdurre una limitazione come quella voluta dall’amministrazione in via interpretativa.

Nel medesimo senso si vedano le pronunce di Trib. Milano, 2.10.2019 n. 2170, e, con riferimento a diverso ma analogo decreto ministeriale, di TAR Abruzzo, 20.11.2014 n. 813, entrambe prodotte da parte ricorrente.

A questo punto, una volta che, come nel caso di specie, sia pacifico, per mancata contestazione, che il servizio è stato prestato a favore di una scuola paritaria, appare altrettanto irrilevante che il rapporto giuridico si sia svolto con un altro soggetto (circostanza che, fra l’altro, la ricorrente oggi contesta). …”.

Inoltre, il Giudice del Lavoro, si pronunciava aderendo correttamente ad un filone giurisprudenziale sempre più consolidato sull’ulteriore profilo fondamentale in questo genere di controversie, ovvero, quello relativo all’omesso o parziale versamento dei contributi previdenziali da parte del precedente datore di lavoro e sulle conseguenze che ne derivano in termini di corretta determinazione del punteggio dichiarato, quale titolo di servizio:

…Il mancato versamento dei contributi, poi, appare del tutto privo di rilievo. Non soltanto, infatti, la norma non fa menzione del regolare adempimento degli obblighi contributivi, ma da un lato tale versamento è irrilevante al fine di riconoscere un’esperienza specifica del lavoratore, dall’altro non è neppure a lui imputabile.

Ne consegue che la rettifica non era legittima e che la ricorrente ha diritto al riconoscimento del punteggio corrispondente al servizio presso l’Istituto ****, nei periodi sopra indicati.

La ricorrente ha anche diritto, a titolo risarcitorio, alle retribuzioni perdute per effetto della risoluzione che è derivata dalla illegittima rideterminazione del punteggio, nella misura non contestata di € 800,00 mensili per il periodo fra la risoluzione e il 30.6.2019, oltre accessori di legge …”.

Il Tribunale Lavoro di La Spezia quindi pronunciava sentenza accogliendo il ricorso del lavoratore (peraltro aderendo alle tesi già formulate dal giudice amministrativo in numerose decisioni) considerando come la normativa di riferimento ponga quale unica circostanza decisiva ai fini del riconoscimento del servizio l’effettivo svolgimento dell’attività presso la scuola paritaria tanto che, se da un lato il versamento contributivo può certamente costituire prova dell’avvenuto svolgimento, dall’altro, esso non può considerarsi elemento indefettibile in assenza del quale il servizio debba considerarsi come non svolto. In sintesi, la natura giuridica parasubordinata del rapporto con il precedente datore di lavoro scolastico ed il mancato pagamento dei contributi previdenziali non costituiscono inadempimento imputabile al lavoratore per nessuna valida ragione giuridica.

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