ATA, il non – personale di formichine operose. Lettera

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inviata dall’Assistente Tecnico Anna Umbriano –  Gentile redazione in questi giorni per chi vive nella scuola come me da sempre invade il cuore di una profonda tristezza, girare di nuovo , non ce lo aspettavamo proprio, per i corridoi vuoti e silenziosi e lucidi.

Lucidi grazie al PERSONALE-NON, che quasi per non farsi scorgere, in silenzio lavora, pulisce e sanifica.

Io faccio parte del personale ATA, sono un tecnico di laboratorio e spesso mi capita di parlare con le persone e di realizzare che quasi nessuno sa che il personale ATA lavora a scuola anche quando la scuola è cosiddetta chiusa per gli alunni.

Per chi non è avvezzo a questo tipo di linguaggio ” sospensione delle attività didattiche” e “chiusura” hanno un significato diverso e la differenza la fa proprio il personale ATA.

Se la scuola è chiusa allora vuol dire che anche personale ATA non lavora ma se c’è sospensione delle attività didattiche il personale ATA continua a lavorare.

Ed è proprio così, realizzavo che è tutto ciò che riguarda il personale ATA è NON, NON-DOCENTE (come diceva un mia collega).

La mia non vuole essere una polemica sarebbe fuori luogo in questo periodo di riflessione, è solo un VOLER accendere la luce sul riconoscimento del lavoro di questi formichine operose che stanno continuando a lavorare senza fermarsi mai affinché la scuola sia sempre un ambiente sanificato e pronto all’accoglienza degli alunni, una riflessione su fatto che nessuno si è occupato di riconoscere anche se fosse solo per una piccola incentivazione questo personale.

Collaboratori scolastici sono capifamiglia spesso monoreddito e lo stipendio di un collaboratore scolastico è di circa €1100 al mese.

DUNQUE dicevo non voglio polemizzare con chi dice che di questi tempi è una fortuna avere un posto statale però penso che il governo dovrebbe in qualche modo dare un segnale di stima e di riconoscimento con la riqualificazione delle posizioni stipendiali e contrattuali (mai applicate) anche a questo personale spesso dimenticato il personale NON docente. Dandogli la dignità di ESSERE e non quella di NON- ESSERE!!!

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