ATA. Fateci tornare a fare supplenze per sostituire gli amministrativi. Lettera ai sindacati

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AI SEGRETARI NAZIONALI FLC CGIL-CISL SCUOLA-UIL SCUOLA

Gent.mi Segretari, a scriverLe è un’assistente amministrativa inserita nella III fascia delle graduatorie supplenti ATA delle scuole statali della provincia di Verona.

La circostanza riguarda l’imminente rinnovo dei punteggi in graduatoria per il triennio 2017-2020 che rischia di rappresentare per tutti gli aspiranti un motivo di illusione e di false speranze.
La situazione gravemente negativa investe tutti noi assistenti amministrativi supplenti che, dopo quasi 24 mesi di supplenza in scuole situate a migliaia di chilometri da casa, ci confrontiamo improvvisamente con l’impossibilità di realizzare scelte di vita e professionali già compiute, vediamo svanire i sacrifici – nostri e delle nostre famiglie – e vanificare impegno e competenze acquisite in ambito amministrativo al servizio delle scuole italiane. Purtroppo si registra ancora l’inerzia del ministro e dei dirigenti MIUR a rimanere sordi alle centinaia di proteste di dirigenti e lavoratori per sbloccare una legge di stabilità – quella del 2015 – che non consente la sostituzione del personale amministrativo assente.
Questa imposizione legislativa, se confermata nei prossimi mesi, deluderà qualsiasi slancio ottimista, positivo e responsabile nei confronti della Pubblica Amministrazione, alle dipendenze della quale abbiamo svolto un lavoro importante e fondamentale quanto quello degli insegnanti e dei dirigenti. Se lo Stato non investe nei giovani e nelle esperienze da loro acquisite, la passione che si profonde – insieme alle speranze, al tempo investito ed alle risorse economiche impegnate – non potrà essere soddisfatta e condizionerà la fiducia e l’amore per il nostro Paese.
Ancora una volta pongo, insieme a tutti i miei colleghi di ruolo e non di ruolo, la mia fiducia nelle Vs azioni sindacali, che lottiate nel rappresentarci e diveniate significativamente portavoce di tutte le ansie e difficoltà connesse alla precarietà di una categoria che, al pari di quella degli insegnanti, impegna coraggio, fatiche e amore per un lavoro ed assicura servizi e qualità alla scuola.
Spero in un gradito riscontro e in significative azioni di rivendicazioni, anche con il coinvolgimento delle Segreterie Nazionali Confederali.
Cordiali e distinti saluti,
Marika Callea

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