ATA ex covid: “Non siamo solo quelli con la scopa in mano. Pretendiamo il giusto riconoscimento”

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Giovanna Acunzo , del Direttivo Comitato ATA ex Covid, fa il punto della situazione con un comunicato stampa  in cui evidenzia i punti salienti della lotta del comitato.

Il Direttivo Comitato personale Ata ex-Covid a difesa dei Collaboratori Scolastici continua la sua protesta civile manifestando disaccordo per le discriminazioni perpetrate nei confronti dei lavoratori.
Discriminazione non solo verso la loro figura professionale, ma anche nei confronti dell’essere umano che si vede denigrato agli occhi dell’ opinione pubblica e di questo governo“, scrivono i collaboratorie scolastici.

La nostra piazza è la carta bianca. Le nostre armi sono le penne che facciamo scivolare abilmente per mostrare al mondo chi siamo. Il nostro grido è la parola che usiamo per avere un’interlocuzione civile e costruttiva con i politici che “Si devono” occupare della questione“, proseguono,

In questi mesi abbiamo messo in campo tutte le nostre competenze e l’unico modo, per mostrarle al governo ed all’opinione pubblica, è stato quello di mettere tutto nero su bianco. Non abbiamo occupato le piazze con i megafoni in mano urlando slogan offensivi. Non ci siamo posti dietro ad uno striscione, bloccando il traffico ad altri lavoratori come noi, ma ci siamo seduti davanti ad un computer ed abbiamo prodotto articoli affinché tutti leggessero di noi, affinché tutti sapessero di noi“, spiega il Comitato

“Vi abbiamo ampiamente mostrato che non siamo solo quelli con la scopa in mano ma che dietro quelle mani ci sono uomini e donne dotati di raziocinio. Questo è il valore umano che portiamo a scuola ogni giorno, e “pretendiamo” che ci sia riconosciuto. “Pretendiamo” che ci sia riconosciuto il giusto merito come per altre figure professionali per aver permesso, durante l’emergenza pandemica da Covid 19, che la scuola riaprisse le porte ai nostri ed ai vostri figli. “Pretendiamo” il giusto riconoscimento per questi uomini e queste donne e per il ruolo che hanno deciso di ricoprire“, concludono.

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