ATA ex CO.CO.CO., innalzare orario lavoro a 27 ore. Interrogazione

di redazione
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I deputati del M5S Pisano, Russo e Di Piazza hanno presentato un’interrogazione a risposta orale relativa agli ATA ex COCOCO, assunti in part-time secondo quanto previsto dalla scorsa legge di bilancio.

I parlamentari del M5S chiedono a Bussetti se intenda provvedere ad aumentare l’orario di lavoro del suddetto personale, cui sono state ridotte non solo le ore di lavoro ma anche la retribuzione.

L’orario di lavoro, leggiamo nell’interrogazione, potrebbe essere innalzato a 27 ore settimanali, utilizzando l’intera somme accantonata per il 2019, pari a 16.204.000 di euro, invece di quella attualmente utilizzata, pari a 6.000.000 di euro circa .

L’Interrogazione:

RUSSO, PISANI Giuseppe, DI PIAZZA – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. – Premesso che:

il comma 619 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per il 2018), prevede entro il 28 febbraio 2018 l’avvio della procedura selettiva per titoli e colloqui finalizzata all’immissione in ruolo, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019, del personale che alla data di entrata in vigore della legge era titolare di contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati con le istituzioni scolastiche statali ai sensi dei decreti attuativi dell’articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, per lo svolgimento di compiti e di funzioni assimilabili a quelli propri degli assistenti amministrativi e tecnici;

il citato comma 619 stabilisce, altresì, l’assunzione anche a tempo parziale dei vincitori nei limiti di una maggiore spesa di personale, pari a 5.402.000 euro nel 2018 e a 916.204.000 euro a decorrere dal 2019;

il bando per titoli ed esami è stato indetto con decreto direttoriale n. 209 del 28 febbraio 2018 e a maggio sono iniziati i colloqui per tutto il personale richiedente, pari a 789 unità lavorative;

con decreto direttoriale n. 1146 del 5 luglio 2018 è stata pubblicata la graduatoria provvisoria e con il successivo decreto direttoriale n. 1194 del 20 luglio 2018 è stata pubblicata la graduatoria definitiva;

con decreto ministeriale 1° agosto 2018, n. 576, si stabilisce che il contingente autorizzato di assunzioni a tempo indeterminato di personale ATA per l’anno 2018/2019 è pari a 9.838 unità, di cui 789 a tempo parziale al 50 per cento. Le assunzioni in ruolo hanno decorrenza giuridica dal 1° settembre 2018;

alla fine del mese di agosto 2018 i vincitori del concorso sono stati convocati presso gli uffici scolastici provinciali di appartenenza per l’accettazione della proposta di contratto e per la scelta della sede;

il 1° settembre 2018 sono stati sottoscritti 779 contratti, dal momento che 10 lavoratori sono stati collocati in pensione, a tempo indeterminato part time a 18 ore lavorative;

gli ex collaboratori coordinati e continuativi non solo si sono visti ridurre l’orario di lavoro ma anche la retribuzione, in quanto lo stipendio attribuito, 677,55 euro mensili, è inferiore del 25 per cento rispetto a quello percepito prima da precari;

da ultimo, la legge di bilancio per il 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) stabilisce che le somme accantonate e non utilizzate serviranno al completamento dell’orario lavorativo, quindi da 18 a 36 ore, per una platea di soli 226 lavoratori su 779, da settembre 2019, previo scorrimento della graduatoria;

considerato che:

tutti i partecipanti al concorso percepivano uno stipendio netto che si aggirava intorno a 1.110-1.200 euro mentre ora, da part time, è pari a 677,55 euro;

se venissero utilizzate le intere somme accantonate per l’anno 2019, pari a 16.204.000 euro, invece della somma attualmente utilizzata, pari a 6.000.000 euro circa, e se tale somma venisse suddivisa per l’intera platea dei lavoratori, si potrebbe ricavare un part time di 27 ore per ciascuno dei 779 lavoratori e uno stipendio di 20.801 euro al lordo e, pertanto, superiore a quello attuale,

si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire l’assunzione delle citate unità lavorative in base al loro diritto maturato all’esito del concorso pubblico indetto con decreto direttoriale n. 209 del 28 febbraio 2018 anche al fine di prevenire i danni erariali connessi all’azione di classe, che risulta agli interroganti in procinto di essere intentata.

(3-00676)

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