ATA ex co.co.co, full time per tutti! Lettera

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inviata da Vincenzo Minici –  Agli ex CoCoCo D.M. 66/2001, la loro Dignità viene calpestata dalla discontinuità lavorativa, sotto l’…indifferenza di tutti. NON VEDO..NON SENTO.. NON PARLO.. e se parlo ..non più di tanto (Sic!!!).

Infatti, da CoCoCo assimilati ATA per circa 20 anni, si svolgeva un lavoro pari a 36 ore settimanali con una remunerazione accettabile, vale a dire €. 1.200,00 circa, chi più chi meno, senza ne diritti ne tutele, dal 01.09.2018, dopo un concorso beffa, si viene stabilizzati con un Part Time imposto ex lege con 18 ore settimanali e uno stipendio da fame €.670,55. (Doppio Sic!!!)

Nella normativa di lavoro, si prevede che la trasformazione del rapporto di lavoro possa derivare esclusivamente da un accordo tra datore di lavoro e dipendente, escludendo dunque che questo possa essere unilateralmente imposto dalla parte datoriale.

L’applicazione del menzionato principio è stato ribadito in più occasioni dalla giurisprudenza di legittimità, sia nel vigore della vecchia normativa in materia di lavoro temp parziale, sia in ossequio all’art. 5 del Dl.gs. n. 61 del 2000 attualmente in vigore.

Purtroppo, la pressione esercitata dalla classe governativa del Paese sui lavoratori delle fasce più deboli (e non solo) conta oggi, oltre alle varie forme atipiche di occupazione previste dalla legge 30/2003 – vero serbatoio di forza lavoro a basso costo – la maggiorazione dell’orario settimanale con un abbattimento ulteriore sullo stipendio mensile per effetto della discontinuità lavorativa. Un meccanismo pericoloso, questo, che si avvale di un regio decreto del 1923 per aumentare il ricatto occupazionale e tenere a bada i dipendenti di numerose attività lavorative dove la sofferenza degli operai ha raggiunto da tempo livelli intollerabili.

La situazione di precarietà cui è sottoposta la classe lavoratrice e la continua emorragia dei diritti legati al mondo del lavoro appare grave. Il dolore di chi si sente in balia dei giochi di potere economico-politici dei somministratori di precariato è difficilmente sedabile con interventi sindacal-analgesici.

Si costruisce per mezzo della discontinuità una sottoclasse di lavoratori costretti ad aderire, per la difficoltà a trovare occupazione anche a tempo determinato, a un regime contrattuale schiavile e di becero caporalato perfettamente legalizzato e, talvolta, incontrovertibile al tavolo delle trattative sindacali.

Siamo di fronte a dei governi che non hanno una visione di insieme dei bisogni e delle necessità dei lavoratori ma si muovono con una logica che divide e crea nuove enclave tra beneficiati dai suoi decreti e non beneficiati. Per questo sta andando in rotta di collisione con il sindacato confederale”.

La stabilizzazione part-time del personale Ata ex Co.co. co della scuola è l’ennesima stortura di Governi che non hanno mai preso a cuore i bisogni e le richieste di questi lavoratori che purtroppo sono costretti a sopportare un peso superiore alle loro forze.

Dopo 20 anni di ingiustificabile precariato, ancora una volta, il principio eurounitario di non discriminazione viene mortificato e così circa 700 assistenti amministrativi, in forza di una legge imposta dallo Stato, si trovano a lavorare 18 ore settimanali con uno stipendio da fame di soli 670,00 euro circa.

UNA VERGOGNA ITALIANA!

Mi auguro che questa mia disamina sull’argomento riesca a toccare il cuore di chi dovrebbe vedere.. ma non vede, di chi dovrebbe sentire…ma non sente…di chi dovrebbe fare… ma non fa nulla.

FULL TIME PER TUTTI!!!!
Tutto il resto è noia!
Grazie per l’attenzione prestata.

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